Laura Salafia: "Voglio ritornare a casa. Al Sindaco chiedo ora aiuto"

"Voglio tornare a Catania. Catania è una città che amo. Non vedo l'ora di tornare al Monastero dei Benedettini dove c'è la mia Facoltà". Sono le parole di Laura Salafia, la ragazza colpita da una pallottola vagante in Piazza Dante

"Voglio tornare a Catania. Catania è una città che amo. Non vedo l'ora di tornare al Monastero dei Benedettini dove c'è la mia Facoltà". Sono le parole di Laura Salafia, la ragazza colpita da una pallottola vagante il 1° luglio 2010 in Piazza Dante. A riportarle è la giornalista dell'emittente televisiva Telecolor Michela Giuffrida.

"Ero felice lì e per me il tempo si è fermato a quella mattina, quando ero raggiante per il 30 e lode appena avuto nell'esame di spagnolo. Poi quella pallottola mi ha colpito e ricordo tutto il sangue che scendeva, il respiro che diventava sempre più corto, la nebbia che mi ha avvolto il cervello - così Laura ricorda quel tragico giorno - Quel giorno la mia vita è cambiata per sempre".

Da quel 1° luglio, infatti, il dramma di Laura Salafia è sempre vivo e, in Tribunale, è in corso il processo contro Andrea Rizzotti, il suo feritore. E le Istituzioni? "Ci hanno lasciati soli –dichiara fidanzato di Laura, Antonio -  I primi giorni tutti avevano interesse a farsi riprendere dalle telecamere, poi non si è fatto sentire più nessuno".

Anche il padre Antonino chiede ai giudici più attenzione:" Perché non vengono a vedere con i loro occhi com’è ridotta Laura?". La ragazza, infatti, si trova immobilizzata ad Imola e i genitori, che non la lasciano mai sola, devono viverci a loro spese, pagando 900 euro al mese solo di affitto.

Se le Istituzioni hanno dimenticato Laura, la gente no. E su Facebook è stata lanciata una sottoscrizione per consentirle di far fronte alle gravose spese sanitarie e di assistenza dovute al suo stato di salute. La raccolta di fondi, sotto la supervisione dei legali (Avv. Carmelo Peluso e Avv. Francesco Finocchiaro) e dei parenti stretti di Laura, servirà anche alla realizzazione di tutte quelle opere necessarie, presso l'abitazione di Laura, alla eliminazione delle barriere architettoniche. Ciò consentirebbe alla giovane studentessa di tonare finalmente a casa.

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"Io voglio solo tornare a Catania, chiedo di poter vivere in una casa che non ho e che possa essere attrezzata, adatta a me e a come sono adesso. Devo farmene una ragione di quanto è accaduto e so che è inutile avere rabbia. Con la rabbia si vive peggio. Ma dove sono le Istituzioni? Dov'è il Sindaco di Catania? A loro ora chiedo aiuto".

 

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