Lavoratori irregolari in una parafarmacia: denunciato il datore di lavoro

Nella giornata di ieri, i poliziotti del Commissariato Borgo-Ognina hanno effettuato un controllo presso una Parafarmacia/Farmacia Veterinaria in zona “Sanzio"

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Nella giornata di ieri, i poliziotti del Commissariato Borgo-Ognina hanno effettuato un controllo presso una Parafarmacia/Farmacia Veterinaria in zona “Sanzio”. Giunti sul posto, gli agenti hanno accertato che i due soggetti, un uomo ed una donna, posizionati dietro il banco vendita ed intenti a lavorare erano farmacisti e, in particolar modo, l’uomo lavorava lì da più di un anno ma senza un regolare contratto di lavoro. Lo stesso ha ammesso che, nel 2016, ha percepito 5500,00 euro quale indennità di occupazione e, per l’anno in corso, ha presentato regolare istanza per l’indennità “REI” che rappresenta un reddito di inclusione sociale, istituto giuridico finalizzato ad aiutare le persone in difficoltà, nello specifico i disoccupati.

Alla luce dei fatti esposti, il citato farmacista, tale A.A., cittadino di origini iraniane, è stato indagato per il reato di truffa (640 c.p.) e falsità ideologica commessa dal privato in un atto destinato ad un ente pubblico (483 c.p.). Quanto all’altra farmacista presente durante il controllo, è emerso che lavora in detto esercizio commerciale da circa 3 anni, per un totale di 9 ore al giorno e percepisce euro 3,80 centesimi l’ora; in realtà, il datore di lavoro e la stessa farmacista hanno dichiarato che il contratto di lavoro è un part time.

Atteso l’esiguo stipendio corrisposto alla dipendente, il protrarsi delle gravi violazioni in materia di tutela del lavoratore e lo sfruttamento dello stato di bisogno del citato lavoratore da parte del datore di lavoro, questi, tale R.P. , anch’esso farmacista ed originario della provincia di Palermo, è stato indagato in stato di libertà per il reato previsto dall’art. 603 bis c.p. che punisce, tra l’altro, chi sottopone i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfitta del loro stato di bisogno. Il soggetto è stato altresì indagato per il reato di false attestazioni a pubblico ufficiale per aver dichiarato fatti verosimilmente diversi rispetto alla realtà e, in certi casi, aver omesso di riferire su circostanze utili ai fini della ricostruzione dei fatti.

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