Lavoratori La.ra, faccia a faccia con Agenzia beni confiscati

L' Agenzia nazionale per la destinazione e l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata anticiperà parte dei fondi necessari all'attivazione di alcune commesse per il riavvio della La.Ra. srl

L' Agenzia nazionale per la destinazione e l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata anticiperà parte dei fondi necessari all'attivazione di alcune commesse per il riavvio della La.Ra. srl, l'azienda metalmeccanica di Motta S.Anastasia confiscata negli anni scorsi poichè appartenente ad un imprenditore vicino ad un clan mafioso.

Cio' avverrà a fronte della presentazione ufficiale da parte dei lavoratori della lista delle commesse già assegnate all'azienda. Nella La.Ra vi sono una ventina di lavoratori ancora attivi e 40 in mobilità.

L'Agenzia, inoltre, ha segnalato al Comune di Motta S.Anastasia l'urgenza che anche l'istituzione pubblica conceda opportunità di lavoro alla società confiscata che opera in quel territorio e, infine, si èimpegnata a far si' che vengano recuperati i crediti statali per 600 mila euro che la La.Ra. vanta.

Sono questi, in sintesi, i risultati del tanto atteso "faccia a faccia" tra lavoratori della La.Ra., la Cgil di Catania ( rappresentata dal segretario generale Giacomo Rota, dalla segretaria confederale e responsabile   del Dipartimento Legalità, Pina Palella e dal segretario della Fiom Cgil, Stefano Materia) il sindaco di Motta, i funzionari degli assessorati regionali al Lavoro e alle Politiche industriali,  e l'Agenzia, rappresentata dalla delegata, Antonietta Maria Manzo.

"Abbiamo apprezzato l'approccio concreto dell'Agenzia che, in verità, non ha le mani libere per poter elargire fondi a sostegno di casi come quello della La.Ra., ma quello di oggi ci sembra un primo, importantissimo passo verso il salvataggio della società- commentano Rota, Palella e Materia- La questione è complessa ma in ballo ci sono una ventina di lavoratori ancora attivi e 40 in mobilità e una realtà imprenditoriale che di certo non può permettersi di morire nel passaggio dall'illegalità allo Stato. Con lavoratori e Agenzia ci incontreremo nuovamente tra due settimane e a giorni i lavoratori presenteranno una lista completa e ufficiale delle commesse a loro assegnate (valore complessivo 3 milioni di euro), che aspettano solo di essere avviate. Ma è necessario che le regole vengano cambiate. Non è possibile che le aziende paghino un "costo della legalità"; è un paradosso che deve essere cancellato in nome della stessa credibilità dello Stato e dei cittadini che credono in esso". 

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