Truffa: immigrati clandestini assunti da datori di lavoro morti, 4 arresti

Facendosi pagare da immigrati somme di denaro che andavano da 2.500 a 4.500 euro avrebbero garantito loro il permesso di soggiorno. Sono 184 le persone indagate nell'ambito dell'operazione denominata "Lavoro Fantasma"

Utilizzando la disperazione degli immigrati in cerca del permesso di soggiorno, una organizzazione criminale si faceva pagare somme di denaro che andavano dai 2.500 a 4.500 euro per garantire la residenza in Italia. Il tutto attraverso l'inoltro di false pratiche di emersione dal lavoro nero, favorendo così l'immigrazione clandestina.

Nella truffa ai danni dello stato sono coinvolte quattro persone: un senegalese, M.I., un ragioniere pregiudicato, G.S., F.G.attualmente agli arresti domiciliari, e da un quarto complice fuggito in Brasile con la compagna.Nei loro confronti il gip del Tribunale di Catania Marina Rizza ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di favoreggiamento della permanenza di immigrati clandestini e falsificazione di documenti.

Il giro di permessi di soggiorno illegali è stato sgominato dalla Disos di Catania in una operazione denominata "Lavoro fantasma".

Le indagini sono iniziate nel gennaio del 2010 con una serie di denunce formulate dagli stessi protagonisti della truffa che, pur sapendo di aver commesso un reato fingendo di essere assunti da datori di lavoro che non avevano mai incontrato, non hanno potuto fare a meno di rivolgersi alla polizia per far luce sulla vicenda che li vede protagonisti. "Un aspetto che ci ha colpito durante le indagini – spiega il sostituto procuratore Vincenzo Serpotta è che molti di questi finti datori di lavoro risiedevano in quartieri popolari come Librino e ci è sembrato quantomeno improbabile che potessero corrispondere delle cifre così elevate a degli immigrati assunti come collaboratori domestici. Inoltre molti di loro sono musulmani e la loro religione considera degradante svolgere lavori di questo genere".

Il senegalese conosciuto come «Valentino», aveva il compito di adescare gli extracomunitari in difficoltà promettendo loro l’ottenimento del permesso di soggiorno tramite una finta assunzione per aggirare la legge-sanatoria 102/2009. Era poi compito di F. G. trovare i finti datori di lavoro, spesso inconsapevoli o addirittura deceduti da tempo.

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Infine, la pratica veniva perfezionata dal ragioniere G.S. che creava a regola d’arte finti CUD e buste paga. Tutta la documentazione veniva inoltrata per via telematica utilizzando i computers dell’internet point «Africatel» di proprietà di M.I.

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