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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca

Pagava gli operai in nero 200 euro al mese, grazie alla loro denuncia arriva l'interdittiva per un imprenditore agricolo

Turni di lavoro estenuanti, niente ferie, riposi settimanali ed indennità accessorie. Inoltre, in più occasioni li avrebbe costretti a consegnargli somme di denaro, complessivamente pari a 8mila euro circa, con il pretesto di doverli utilizzare per ottenere la loro regolarizzazione mediante l’attivazione della pratica di emersione del lavoro irregolare presso la Prefettura, minacciandoli di licenziamento o di non inoltrare la richiesta qualora non avessero acconsentito

Nella mattinata di ieri, 19 luglio, i carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro, supportati dai militari della compagnia di Paternò, hanno eseguito un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania applicando la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’attività di impresa per un anno nei confronti di un imprenditore agricolo di Ragalna, di 56 anni, titolare di una azienda agricola, ritenuto responsabile di sfruttamento del lavoro ed estorsione in danno dei propri dipendenti. L’imprenditore impiegava nella propria azienda agricola quattro dipendenti stranieri di nazionalità marocchina in condizioni di sfruttamento, corrispondendo loro una retribuzione irrisoria, pari a solo 150-200 euro mensili a fronte dei mille euro previsti dai contratti collettivi nazionali e territoriali, costringendoli a svolgere turni di lavoro estenuanti, senza ferie, riposi settimanali ed indennità accessorie e comunque in violazione di ogni regola in materia di sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro.

Inoltre, in più occasioni li avrebbe costretti a consegnargli somme di denaro, complessivamente pari a 8mila euro circa, con il pretesto di doverli utilizzare per ottenere la loro regolarizzazione mediante l’attivazione della pratica di emersione del lavoro irregolare presso la Prefettura, minacciandoli di licenziamento o di non inoltrare la richiesta qualora non avessero acconsentito. L’indagine è scaturita dalla denuncia dei quattro cittadini marocchini dipendenti dall’imprenditore, sostenuti dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – Progetto DI.AGR.AMMI SUD, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sulle cui dichiarazioni hanno avuto origine gli accertamenti a riscontro da parte dei militari dell’Arma. Durante le perquisizioni sui terreni di pertinenza a Ramacca e Paternò, gli agenti hanno individuato altri sei lavoratori, dei quali quattro in nero. Anche in questo caso l'imprenditore è stato ulteriormente segnalato.

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