Le associazioni ambientaliste etnee scrivono al Comune per modificare la mobilità nella Fase 2

I sindaci di alcune grandi città italiane (da Milano a Napoli, passando per Rimini e Firenze) si stanno ponendo l’obiettivo di pianificare la riapertura, così da non arrivare impreparati alla “Fase 2”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

In momento eccezionale come quello che stiamo vivendo ha bisogno di risposte altrettanto eccezionali e dovremo arrivare pronti all’appuntamento delle prossime settimane. Per questo Le proponiamo alcune sfide per la “riapertura”, tutte concrete e attuabili nell'arco di pochi mesi, con fabbisogno di risorse relativamente contenute e alcune già disponibili.

Già i sindaci di alcune grandi città italiane (da Milano a Napoli, passando per Rimini e Firenze) si stanno ponendo l’obiettivo di pianificare la riapertura, così da non arrivare impreparati alla “Fase 2”. E’ necessario ricominciare in sicurezza per non aprire una seconda fase di contagio.

Le relazioni tra la diffusione del coronavirus e gli alti tassi di inquinamento atmosferico sono ormai scientificamente dimostrate, pertanto è necessario aumentare la dotazione delle stazioni di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico. In assenza di interventi specifici, è facile prevedere l’uso indiscriminato dell’automobile privata, ciò potrebbe riportare al collasso il traffico della nostra città, una tra la più congestionate, con una scarsa manutenzione della rete stradale, parcheggi abusivi e con controlli sempre insufficienti.

Premesso ciò, si richiede alla S.V. di prendere in considerazione le azioni qui di seguito distinte a breve e medio termine:

1

AZIONI A BREVE TERMINE:

1. istituire un tavolo partecipativo permanente sulla mobilità sostenibile (Catania Mobility Lab) con gli enti della mobilità metropolitana (AMT, FCE, FS, AST, ...) e le associazioni disponibili a collaborare per le scelte delle future soluzioni post emergenza;

Misure sulla gestione della domanda di trasporto:

  1. ampliare le ztl e creare una estesa zona 30, con zone 20 più ristrette, per garantire la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti e per rendere competitivo il trasporto pubblico e gli spostamenti non motorizzati;

  2. consolidare ed incentivare il lavoro ed i servizi al cittadino da remoto sia per la PA che per le aziende private;

  3. differenziare l’orario degli uffici sia nel settore pubblico che privato, con particolare riferimento a scuole ed esercizi commerciali;

Misure sulla mobilità non motorizzata:

  1. ampliare gli spazi riservati ai pedoni, ove i soli marciapiedi non permettano di rispettare le distanze di sicurezza interpersonali, riducendo gli spazi di sosta o restringendo al minimo le carreggiate;

  2. attuare la “Rete della Mobilità d’Emergenza” per le biciclette e la micromobilità, definita dalla bozza planimetrica consultabile al link https://cutt.ly/lyo7HR0 e dalle osservazioni comuni delle associazioni al progetto di “Rete della Mobilità Dolce per la Sostenibilità Urbana”, recepite lo scorso 18 novembre dalla Direzione Politiche Comunitarie del Comune di Catania;

  3. intercettare le quote di mobilità precedentemente assorbite dal trasporto pubblico nei parcheggi scambiatori e presso le stazioni della metropolitana, delle ferrovie e dei capolinea degli autobus extraurbani, disincentivando l’uso dell’automobile privata e offrendo una estesa “Rete di Mobilità d’Emergenza” dedicata alle biciclette e alla micromobilità;

  4. estendere l’accesso alle biciclette a tutte le corsie preferenziali del tpl, in aggiunta alle tratte dove è già consentito;

  5. consentire il trasporto della bicicletta sugli autobus in maniera gratuita, anche in virtù dei maggiori spazi disponibili in base alle norme di distanziamento anticontagio;

10. ripristinare la piena fruibilità pedonale e ciclistica dell’area portuale (compresa l’area commerciale), per collegare il centro storico con la zona balneare della Playa;

2

Misure sulla gestione della sosta:

  1. applicare le cinque zone tariffarie per la sosta già previste dal Piano Generale

    del Traffico Urbano della città di Catania;

  2. favorire la sosta breve nelle zone ad indice di attrattività elevato, adoperando uno schema tariffario progressivo, che preveda cioè un incremento dell’importo crescente col trascorrere del tempo;

  3. destinare almeno uno stallo auto ogni 50 per l’installazione di una rastrelliera per la sosta gratuita delle biciclette nei parcheggi sia pubblici sia privati;

  4. prevedere forme di incentivazione per i commercianti che intendano realizzare rastrelliere per bici nello spazio dedicato alla sosta delle auto davanti l’esercizio;

Misure sul trasporto pubblico:
15. riaprire la metropolitana e rendere per la durata dell’emergenza l’uso del

trasporto pubblico gratuito;

16. attivare più corsie preferenziali per gli autobus;

17. sostituire il servizio degli autobus urbani del tipo “corto” con vetture di tipo “lungo” (12 ml o 10,5 ml), ove ritenuto più opportuno e applicabile;

18. istituire un servizio urbano di trasporto pubblico on demand.

AZIONI A MEDIO TERMINE:
Misure sulla mobilità non motorizzata:

  1. installare rastrelliere per bici nei luoghi pubblici e incentivare le aziende pubbliche e private a creare spazi dedicati e sicuri alla sosta;

  2. realizzare le velostazioni, ossia dei centri per il deposito custodito di biciclette, l'assistenza tecnica e l'eventuale servizio di noleggio, ai sensi dell’art.8 della legge n.2/2018, in prossimità dell’aeroporto, delle stazioni ferroviarie, dei parcheggi scambiatori, delle stazioni della metropolitana e della stazione marittima;

  3. estendere il servizio di noleggio biciclette “BiCT” Amt, già presente nell’autorimessa R1 e in piazza Borsellino, in corrispondenza dei cinque chioschi info point Amt e anche nelle principali piazze cittadine (ad es. piazza Abramo Lincoln, piazza Eroi d’Ungheria, piazza due Giugno, ...);

Misure sulla gestione della domanda di trasporto:
4. sollecitare l’effettiva attuazione delle competenze previste dalla normativa

per il mobility manager d’area, affinché tutte le aziende private e gli enti pubblici 3

che ne hanno l’obbligo individuino, ove non l’avessero già fatto, un responsabile della mobilità aziendale e scolastica, e adottino e realizzino un concreto piano condiviso degli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola;

5. attivare una serie di azioni e trasformazioni urbane di carattere sperimentale e con un alto valore comunicativo (“urbanesimo tattico”) sull’esempio delle “Zona 30 Milano”;

6. incentivare la mobilità sostenibile e sollecitare anche per le città metropolitane la promozione dei fondi del “Programma Buoni di mobilità” previsti dal “decreto clima”, convertito con la legge n.141 del 12 dicembre 2019, “pari ad euro 1.500 per ogni autovettura (fino alla classe euro 3) e ad euro 500 per ogni motociclo (fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi) rottamati da utilizzare per l’acquisto, anche a favore di persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, nonché di biciclette anche a pedalata assistita o per l'utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale”.

Documento inviato da

Associazione Esperti Promotori della Mobilita Ciclistica

Associazione Mediterranea Autobus Storici

ASD Etna Free Bike

Catania CAI Catania, sezione dell’Etna

Catania in bici

CittàInsieme

Etna e Dintorni

FIAB Catania

MontaInBike Sicilia

A.S.D. FIAB

Etnaviva

Fridays For Future Catania Greenways

Legambiente Catania

Lipu-BirdLife Catania

Mobilita Catania

Mobilità Sostenibile Catania

Salvaiciclisti Catania

SiciliAntica sede di Catania

Sicily Cycle Lab Stelle e Ambiente

WWF Sicilia Nord Orientale

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