Approvata la legge anticaporalato, sindacati: "Servono più controlli per applicarla"

"Una conquista per il Paese, - secondo la Uil etnea - il traguardo di un percorso che ha conosciuto una tappa significativa proprio in terra d'Etna nel 2013"

Il disegno di legge contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro nero nelle campagne è finalmente stato approvato dala Camera. "Una conquista per il Paese, - secondo la Uil etnea - il traguardo di un percorso che ha conosciuto una tappa significativa proprio in terra d’Etna nel 2013. Il 25 settembre di tre anni fa, infatti, Uil e Uila con un’iniziativa nazionale a Palazzo San Domenico di Adrano accese i riflettori sui “nuovi schiavi” presentando le proposte della Uila contro ogni sfruttamento dei lavoratori, italiani e stranieri, e a tutela delle imprese sane. Adesso, però, servono risorse umane e materiali perché la nuova legge trovi concreta attuazione nell’azione di contrasto delle forze dell’ordine”. 

Uil e Uila Catania hanno attivato alcuni anni fa il numero verde anticaporalato 800974263 ed hanno all'attivo un progetto pilota per l’offerta di percorsi di inserimento sociale e lotta alla discriminazione. “La legge contro il caporalato varata dalla Camera è senza alcun dubbio una legge di vitale importanza per contrastare e depotenziare il fenomeno dello sfruttamento in agricoltura e per salvaguardare anche la maggioranza delle aziende che operano nel settore agricolo e che sono sane. Ma ciò che preoccupa molto -dichiara Rosa Giovanna Castagna presidente regionale della Cia Sicilia - è l’assoluta mancanza di distinzione tra i reati gravi e le violazioni della legislazione sui contratti di lavoro che possono anche essere di carattere formale. Il distinguo è delegato alla discrezionalità degli ispettori o del magistrato e questo non può che destare forte preoccupazione”.

“La legge – sottolinea Castagna – prevede un inasprimento degli strumenti penali per i caporali, indennizzi per le vittime, rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali. Bisogna continuare su questa strada – conclude Castagna – combattendo lo sfruttamento sotto ogni profilo, a partire dal prezzo dei prodotti agricoli, venduti per una manciata di centesimi, monitorando costantemente tutta la filiera, dal campo alla tavola, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita ci sia un itinerario di qualità che riguarda la salute e il lavoro nell’interesse della collettività”.

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