Presentato il disegno di legge per garantire la sicurezza negli ospedali, iniziativa del senatore Scavone. Soddisfazione della Fsi-Usae

L'iniziativa è del senatore Scavone e di altri 16 senatori. Soddisfazione della Fsi-Usae: “Speriamo il Parlamento approvi presto”.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Presentato il disegno di legge n. 2909 “Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere e i presidi ambulatoriali di guardia medica”, su iniziativa del Senatore Antonio Scavone e da altri 16 senatori che hanno attenzionato il crescente aumento del fenomeno delle aggressioni a carico del personale sanitario negli ospedali su tutto il territorio nazionale, e in Sicilia anche dalle numerose e celeri iniziative di protesta della Fsi-Usae, sindacato che ha denunciato più volte a Procure, Questure, Prefetture, Assessorato regionale della Salute e a Sindaci, la mancanza di sicurezza del personale sanitario nelle strutture sanitarie siciliane.

Si tratta di disposizioni che mirano a garantire la sicurezza, l'ordine pubblico e l'incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere. Un provvedimento necessario dopo le gravi aggressioni avvenute negli ultimi mesi nei pronto soccorso etnei. Basta ricordare il caso di un medico aggredito la notte di San Silvestro scorso presso il pronto soccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele perché si era rifiutato di fornire il nome di una ricoverata che aveva avuto un incidente con la moglie di uno degli aggressori. E, da ultimo, nella notte del 18 settembre 2017 il caso di una donna, medico di guardia in servizio a Trecastagni, stuprata da un giovane. 

"Negli ultimi cinque anni, l'organizzazione sindacale Fsi-Usae Federazione sindacati autonomi indipendenti, aderente alla Confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, guidata dal segretario generale Adamo Bonazzi - si legge nel disegno di legge -  ha denunciato, soltanto nei vari presìdi ospedalieri siciliani, circa 63 aggressioni, di cui 12 nel 2015, 14 nel 2016 e 15 nel 2017. L'articolazione regionale di tale organizzazione sindacale, in Sicilia, ha profuso un continuativo impegno sul tema della sicurezza a opera del segretario territoriale e coordinatore nazionale Calogero Coniglio, contribuendo in maniera significativa a tenere desta l'attenzione sul problema delle aggressioni cui sono frequentemente soggetti medici e infermieri. Le conseguenze di ogni episodio di aggressione si ripercuotono sugli operatori sanitari che, per tutelarsi sono obbligati a stipulare un'idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale, poiché l'azienda ospedaliera non copre la colpa grave. Inoltre le conseguenze di questi episodi si ripercuotono, inevitabilmente, sul senso di sicurezza dei cittadini, che proprio presso le strutture ospedaliere chiedono di essere protetti e al sicuro. Ci si trova dunque di fronte a una progressione di violenze, difficilmente arrestabile in forma autonoma, per cui non è rinviabile l'adozione di valide soluzioni volte ad assicurare la sicurezza di chi opera per la salute (medici, infermieri e così via) dei cittadini italiani e per la sicurezza dei cittadini stessi. Oggi, i presìdi di polizia all'interno delle strutture ospedaliere dipendono dalle questure territoriali e sono attivati su richiesta delle amministrazioni per ragioni di sicurezza e di opportunità debitamente motivate, ove le risorse di personale e di organizzazione lo consentano".

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