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La vera storia del 'Liotru': ecco come divenne il simbolo di Catania

Sapevate che prima del 1239 il simbolo di Catania era San Giorgio? Ecco la vera storia del 'Liotro' di piazza Duomo

Che l'elefante sia il simbolo di Catania lo sanno tutti. Ma molti non conoscono nei dettagli la vera storia del 'liotro' tirato su dall'architetto Gian Battista Vaccarini nel 1737, nell'ambito della ricostruzione della città che aveva bisogno di curare le proprie ferite dopo il terremoto disastroso dell'11 gennaio 1693. La statua in pietra lavica esisteva già, ma era stata danneggiata dal sisma.

Vaccarini aggiunse gli occhi in pietra bianca e le zanne issandola poi sulla fontana monumentale con la proboscide rivolta verso Sant'Agata. L'obelisco 'egizio' non è opera sua, probabilmente fu portato a Catania durante le crociate da Syene e poi collocato sopra il pachiderma. Secondo il geografo arabo Idrisi, che giunse in Sicilia nel XII secolo, gli antichi abitanti di Catania consideravano l'elefante un simbolo di protezione contro le eruzioni dell'Etna e la statua originale sarebbe stata costruita durante la dominazione cartaginese. Sempre secondo antiche leggende, avrebbe scacciato degli animali selvatici durante la fondazione dell'antica 'Katane'.

Ma sapevate che prima del 1239 il simbolo di Catania era San Giorgio? Il 'Liotru' è subentrato solo nel 1239. I catanesi decisero di cambiare in seguito ad una serie di rivolte per poter passare da semplice dominio di un vescovo-conte a città demaniale. La prima attestazione ufficiale del nuovo simbolo si deve ad una seduta del Parlamento avvenuta a Foggia, nel 1240.

Altro aneddoto curioso è quello che collega l'elefante in pietra con il mago Eliodoro. Lo stesso nome (Liotru) sarebbe una storpiatura di quello dell'antico mago-burlone che, secondo la leggenda, tormentava i catanesi con le sue stregonerie. La storia narra che fu lui stesso a scolpirlo con la lava dell'Etna e a dargli vita con la magia per girare in città sul suo dorso. Eliodoro era in grado di acquistare qualsiasi mercanzia con pietre preziose ed oro, che però diventavano normali sassi nelle mani dei poveri mercanti.

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