Lettera con proiettili al pm Patronaggio, nessun riferimento alla Diciotti

Gli investigatori spiegano che nella lettera di minacce di morte, indirizzata al procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio, non c'è un riferimento esplicito all'inchiesta aperta sulla nave Diciotti e sul ministro Salvini

Nella lettera di minacce di morte, indirizzata al procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio, non c'è un riferimento esplicito all'inchiesta aperta sulla nave Diciotti con migranti ferma per 5 giorni nel porto di Catania, né agli sviluppi che ha comportato. E' quanto si apprende da fonti interessate nell'inchiesta, che sottolineano come il contesto della missiva porti per deduzione a pensare che ci possa essere un collegamento con il fascicolo aperto sul pattugliatore della Guardia costiera poi trasmesso alla Procura di Palermo.

A tal proposito, Claudio Fava, presidente della Commissione antimafia in Sicilia, ha dichiarato: "Solidarietà e assoluta vicinanza al procuratore Patronaggio e massima vigilanza e responsabilità per il clima d'odio che sta crescendo nel Paese". Anche Pietro Grasso di Liberi e Uguali ha espresso la sua solidarietà, con un messaggio su Twitter: "Il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha ricevuto una busta con un proiettile e minacce di morte a causa delle indagini che sta svolgendo sul caso Diciotti. Ho lavorato con lui, so che ciò non lo farà arretrare di un millimetro". 

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