"La sospensione dei servizi sociali colpisce i nostri figli con disabilità, trovate una soluzione"

L'appello arriva dalle associazioni che rappresentano i diritti dei ragazzi disabili. Vengono chiesti interventi immediati per impedire che la mannaia del dissesto travolga le fasce deboli

Una lettera accorata a firma degli esponenti di tre associazioni (Maria Teresa Tripodi de Il sorriso di Riccardo Onlus, Giusy Marino di Un Futuro per l’Autismo e Enrico Orsolini di Autismo Oltre) per evidenziare le terribili conseguenze del dissesto che si riverberano sulle fasce deboli della città.

In particolare i servizi sociali, settore delicato e già soggetto ad alcune interruzioni a causa della mancanza di fondi, rappresentano la cartina a tornasole della grave crisi vissuta da Catania.

"Ma sapete cosa vuol dire in concreto, per le nostre famiglie, interrompere o sospendere un servizio?", chiedono le associazioni nella loro lettere aperta.

In particolare evidenziano che la mancanza di fondi "non consentirà al piccolo Andrea – nove anni - , costretto su di una carrozzina perché affetto da tetraparesi spastica e nutrito attraverso una PEG, di poter ricominciare a contare sull’assistenza dell’operatore specializzato, fornito dal Comune, durante le lunghe ore di nutrizione artificiale, servizio sospeso da oltre due mesi".

"Così come non sarà possibile al giovane Alberto, anch’egli costretto su di una unità posturale per una PCI che lo affligge dalla nascita - prosegue la missiva - tornare a frequentare il centro di riabilitazione presso il quale effettua le terapie fisiatriche che gli sono necessarie, visto che il trasporto presso il Centro, anch’esso di competenza del Comune di Catania, è stato sospeso. Con le conseguenze sulla sua salute che si possono solo immaginare.
Lo stesso si dica per i numerosissimi cittadini disabili residenti a Catania, inseriti nei centri diurni convenzionati con l’ASP il cui trasporto e accompagnamento presso detti centri, erogato per lo più da cooperative convenzionate, è stato interrotto a tempo indeterminato, con la conseguenza di costringere loro e le loro famiglie a dei forzati arresti domiciliari e con il rischio ulteriore di perdere il diritto alla frequenza del centro e l’uscita dalle graduatorie dell’ASP, a seguito dell’assenza prolungata".

Allarme che vale anche per gli alunni nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, per i quali la campanella di fine anno potrebbe suonare anticipatamente rispetto ai loro compagni “normodotati”, alla fine del  mese di maggio.

Infatti, come scrivono nella lettera aperta le associazioni, "visto che tanto il servizio di assistenza igienico personale, come il servizio di assistenza ad personam – Asacom – cesseranno a quella data, impedendo agli alunni di continuare a frequentare la scuola, e con nessuna certezza di una ripresa a settembre, in corrispondenza con l’avvio del nuovo anno scolastico, con buona pace del diritto allo studio e dell’obbligo di frequenza scolastica!”.

Così si chiedono interventi immediati per scongiurare un blocco che ha e potrebbe avere conseguenze ancora più devastanti.

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