Anniversario Libero Grassi, nessuna commemorazione in città

L'imprenditore ucciso dalla mafia era catanese. Poi trasferitosi a Palermo è stato il primo a denunciare il fenomeno mafioso del pizzo

Forse in pochi lo sanno ma Libero Grassi era catanese. Nato nella città etnea nel 1924 l'imprenditore che sfidò la mafia, all'età di 8 anni si trasferì a Palermo per ragioni lavorative del padre. La sua era una famiglia antifascista ed il suo nome di battesimo era il bigliettino da visita di quella che sarebbe stata poi il suo modo di affrontare la vita. I genitori lo chiamarono così in memoria di Giacomo Matteotti.

Ucciso il 29 agosto del 1991 Libero Grassi negli anni Ottanta era a capo di un'industria tessile tra le più importanti nel settore della biancheria intima. Gli fu chiesto da Cosa Nostra di pagare un pizzo di 50 milioni, ma l'imprenditore catanese si rifiutò e alcuni dipendenti della sua azienda furono minacciati e rapinati. Eppure Grassi riuscì a far arrestare i suoi estortori. 

A 25 anni di distanza dall'assassinio a Palermo l'imprenditore catanese è stato ricordato con una commemorazione ufficiale in via Alfieri in presenza anche del senatore Pietro Grasso e dei figli. Tante le iniziative programmate in giornata nella città in cui Libero Grassi trascorse la sua vita, a Catania invece nessuna iniziativa in memoria dell'industriale di origini etnee.

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Stasera su Raiuno andrà in onda la docufiction "Io sono libero" diretta da Francesco Miccichè e Giovanni Filippetto che ripercorre proprio gli ultimi otto mesi di vita di Libero Grassi.

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