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L'Antica libreria Romeo Prampolini alla ricerca di giovani "eredi"

Un salto in pieno centro storico, nella libreria antiquaria "Romeo Prampolini", la più antica di Catania, ci porta a conoscenza di una storia particolare che merita di essere raccontata

Un salto in pieno centro storico, nella libreria antiquaria “Romeo Prampolini”, la più antica di Catania, ci porta a conoscenza di una storia particolare che merita di essere raccontata, soprattutto, in un periodo come questo durante il quale la cultura, la memoria e la tradizione sono spesso relegati in un angolo estremamente insignificante. La professoressa Annamaria Belfiore, uno dei soci dell’associazione culturale che fa capo alla Prampolini, ci racconta l’evoluzione di un così importante esperimento culturale che, oggi,purtroppo, rischia di spegnersi.

Fondata nel 1894, dall’omonima famiglia, la libreria ospitò nomi illustri, come quelli di Giovanni Verga e di Vitaliano Brancati. Il libraio antiquario, Romeo Prampolini, era anche un editore e lo si ricorda perché permetteva a tutti gli studenti, soprattutto a quelli che non se lo potevano permettere, di studiare interi pomeriggi nella libreria e di consultare testi antichi che difficilmente si trovavano altrove. 

“Quello iniziale fu certamente un periodo di grande fervore culturale: la storicità della libreria-che conserva intatti i mobili in stile liberty e dèco-non sono solo i libri. E' una atmosfera, è un luogo che deve essere mantenuto in vita. E’ il profumo dei libri e la voglia di sfogliarli, studiarli che rende autentico un posto come questo”, dichiara la prof.ssa Belfiore che, avendo vissuto e studiato fino alla laurea a Firenze,una volta ritornata a Catania, decise di avventurarsi insieme ad altri 5 soci, tra i quali il signor Angelo Buemi già proprietario, rilevando la licenza per la libreria e riprendendo l'Associazione Culturale già esistente.

“Quando prendemmo questa decisione, il nostro obiettivo era quello di creare nuovi posti di lavoro, di vedere la gente felice e di essere un laboratorio d’esperienza: in effetti, inizialmente, fu così, poiché ci rivolgemmo alla dott.ssa Privitera, laureata in Beni Culturali ed esperta nel campo del libro antico,e agli allievi delle scuole di restauro,che ci diedero un grande aiuto nel riprendere l’antichissima struttura. Anche Daniele, che lavora in libreria, è nato per fare il libraio: è cortese con la clientela e conosce l’immenso,e di valore, capitale libraio.  Insieme all’associazione coesisteva l’attività commerciale: la sinergia tra queste due componenti sembrò non funzionare. Nonostante questo, molti e tutti di un certo rilievo, furono gli eventi che organizzammo, dalla presentazione dei libri di autori emergenti a incontri di Amnesty International piuttosto che letture di poesie”.

Il problema,così come emerge dalla chiacchierata pomeridiana davanti ad un caffè è che gli iscritti erano pochi, e non è stato dato il giusto sostegno alla libreria. “Servivano degli introiti, non ci interessava guadagnare, ma rimanere in pari certamente sì. L’illusione è poi diventata delusione:speravamo che i catanesi ci sostenessero di più,non che non lo abbiano mai fatto. Contavamo nei docenti universitari come persone”.

E alla domanda sull’esistenza di un sostegno da parte delle Istituzioni, la prof.ssa Belfiore, sorridendo, allarga le braccia. “ Non ci siamo rivolti in maniera clientelare a nessun politico, non abbiamo chiesto soldi. Avevamo pensato anche a diverse altre iniziative,come il brindisi dopo la laurea o il caffè letterario,ma non c’erano i soldi. Certamente abbiamo la nostra fascia di clienti affezionati, anche alcuni studenti, ma non basta”.

In questa situazione che potremmo definire “grigia”, una via d’uscita, una prospettiva futura parrebbe esistere ed è proprio la stessa professoressa e socia  dell’Associazione culturale che ne disegna le linee guida. “ Vivo nella speranza che un gruppo di giovani, dotati anche di capacità di marketing, quelle che mancarono a noi tanti anni fa, acquisti la licenza, lavorando sodo e portando innovazione alla libreria Prampolini. L’editoria potrebbe essere,inoltre,una altrettanto ottima strada da perseguire. Credo nelle potenzialità di questo luogo,non c’è futuro senza memoria,ed è importante ricordare quello che c’è stato.”

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