“Librino (in) comune: condividere per cambiare”: volontariato, scuola, Comune e Università in rete

Al gruppo promotore, hanno dato il proprio sostegno l’Università di Catania, con il rettore Giacomo Pignataro, e il Comune, con gli assessori Rosario D’Agata (Valorizzazione di Librino) e Angelo Villari (Welfare)

Comincia un nuovo percorso di collaborazione tra organizzazioni di volontariato, istituzioni pubbliche e realtà ecclesiali impegnate a Librino per operare quel cambiamento che il quartiere aspetta da anni. Il suggello è arrivato oggi con l’incontro “Librino (in) comune: condividere per cambiare”, organizzato nella parrocchia Resurrezione del Signore da una rete di soggetti con la collaborazione del Centro di Servizio per il Volontariato Etneo.

Al gruppo promotore, hanno dato il proprio sostegno l’Università di Catania, con il rettore Giacomo Pignataro, e il Comune, con gli assessori Rosario D’Agata (Valorizzazione di Librino) e Angelo Villari (Welfare). Punto di partenza, offerto da Santo Carnazzo, presidente del Vol.Si. Volontariato Siciliano, è la carenza di luoghi di aggregazione, centri sportivi e strutture sanitarie del quartiere: «Il volontariato è la dorsale del welfare di Librino: se le associazioni si uniscono in rete è possibile che domani possa cambiare qualcosa», ha detto Carnazzo, dopo i saluti del parroco don Salvo Cubito e l'introduzione di Marco Gurrieri.

Ed è proprio questo l’obiettivo che muove l’incontro, come ha spiegato Guglielmo Barletta, presidente dell’associazione Vides Ginestra: "Attraverso l’osservazione comune del territorio, individuiamo emergenze di tipo economico, sociale, educativo, alimentare, relazionale. Le associazioni hanno inteso creare un laboratorio di condivisione: noi mettiamo esperienza e passione, ma ognuno deve fare la sua parte". L’Università è disponibile e il magnifico rettore Giacomo Pignataro ne sottolinea la responsabilità nei confronti del territorio: "Dobbiamo evitare che dalla nostra società siano scartati i soggetti più deboli e lo strumento più efficace per l’inclusione è l’istruzione. L’Università è pronta a condurre ogni azione di approfondimento dei fenomeni, integrando le sue azioni con quelle delle altre realtà".

Sul fronte dell’istruzione, è sicuramente un successo la prossima istituzione della scuola superiore: "Un traguardo di enorme importanza, ma attenzione – rileva Concetta Tumminia, dirigente scolastico dell’Ic Fontanarossa – che istituire alcune realtà in questo quartiere non significhi ghettizzarlo, indurre i ragazzi a restare a Librino e non frequentare la città. I nostri alunni dicono: “Vado a Catania”, ma Librino è Catania! È importante che tutto quanto nascerà a Librino possa facilitare lo scambio tra questa e le altre parti della città». Rosario D’Agata, assessore alla Valorizzazione di Librino, ha messo in evidenza gli obiettivi centrati dall’amministrazione, ma anche quelli nel mirino: «Stiamo studiando un “Librinobus”, ovvero un mezzo di trasporto veloce come il Brt, che colleghi quest’area periferica con il centro. Di qui a qualche mese, inoltre, sarà completato il progetto esecutivo per la ristrutturazione del palazzo di cemento, i cui primi piani saranno adibiti a uffici comunali e sedi di associazioni. Prosegue anche l’esperienza degli orti urbani e di Villa Fazio. Contiamo sull’interlocuzione con le realtà operanti a Librino per ricavarne stimoli e consigli per fare sempre meglio".

"Stiamo fronteggiando varie emergenze – ha aggiunto Angelo Villari, assessore al Welfare – cercando di non perdere gli obiettivi di lungo termine. Sappiamo che, in una fase come quella attuale in cui le risorse comunali sono sempre più scarse, il pubblico da solo non ce la può fare e deve valorizzare le realtà esistenti per creare una rete di protezione più ampia". Sulla stessa scia i rappresentanti delle associazioni e Salvo Raffa, presidente del Csve, secondo il quale «l’evoluzione della società impone il cambiamento anche del welfare. Oggi non può funzionare più il solo assegno o l’assistenza materiale. Diventa allora strategica la rete costruita dal basso: il Csve – ha assicurato Raffa – c’è oggi e ci sarà domani per rafforzare un lavoro di rete, che si può ampliare a tutti gli attori della città ma che necessariamente deve partire da Librino e dalle realtà che qui sono radicate». Come, appunto, quelle della neonata “rete”, costituita da Amici del Cuore, Confraternita Misericordia Librino, Vides Ginestra, Centro Servizio per il Volontariato Etneo, coordinamento Forza Intervento Rapido FIR – Catania, Istituto Comprensivo Fontanarossa, Pgs Resurrezione, parrocchie Resurrezione del Signore e Maria Ausiliatrice e san Domenico Savio, Oratorio Giovanni Paolo II, Osservatorio socio-politico VII vicariato arcidiocesi di Catania.

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