Librino, viaggio nel degrado: i palazzoni di viale Nitta "simbolo" dell'abbandono

Il racconto della vita nei palazzoni del Comune e dello Iacp che si trovano al civico 12. Tra calcinacci, infiltrazioni d'acqua, cavi elettrici scoperti e situazioni sociali complesse

Il lockdown non è democratico. Chi lo trascorre nei palazzoni popolari di Librino lo vive tra degrado, rifiuti, calcinacci e cavi elettrici scoperti ovunque. Siamo stati nel quartiere, in viale Nitta numero 12, dove i palazzoni - alcuni del Comune, altri dello Iacp - ospitano oltre 300 famiglie e centinaia e centinaia di bambini. Siamo stati lì per documentare in quali condizioni vivono le periferie della città, al di là dei soliti luoghi comuni triti e ritriti.

Abbiamo trovato voglia di parlare e amarezza nei residenti. Residenti che vedono il loro palazzone sgretolarsi ogni giorno di più con la struttura portante ormai in evidenza, con il verde tutto attorno non curato e i garage che sono deposito di auto e scooter abbandonati. "Qui sono passati tutti per le campagne elettorali - ci dice uno dei residenti che per poche migliaia di euro ha acquistato un appartamento dal Comune che adesso è totalmente invaso dalle infiltrazioni d'acqua - facendo promesse ma poi non abbiamo mai visto nulla". La rabbia nei confronti della politica - comunale, regionale e nazionale - è tanta e dagli anni ottanta il degrado non è stato mai arginato con interventi forti e decisi: quello che doveva essere un quartiere modello, verde, pieno di servizi e socialità è diventato - in alcune delle sue parti - un simbolo di abbandono e incuria con risvolti sociali devastanti.

Video | Il viaggio dentro il palazzone

All'interno del palazzone i residenti ci hanno mostrato un ascensore vandalizzato e fuori uso da tempo. Dal quadro elettrico dove vi è il pulsante per chiamarlo vi sono due fili che vengono usati da qualche temerario per azionare il meccanismo utilizzando ugualmente l'ascensore in condizioni, di certo, non di sicurezza. Ma i cavi elettrici scoperti lungo gli otto piani del palazzone sono ovunque: spesso si trovano tracce di piccoli incendi, altre volte sono vicini a pericolose macchie di umidità. 

Video | La proposta del consigliere Bonaccorsi

Alcuni degli inquilini hanno acquistato il loro appartamento dal Comune mentre altri pagano un canone. Un ragazzo ci ha fatto entrare nel suo appartamento dove vive con i 2 figli e la moglie in pochi metri quadrati: "Abbiamo l'umidità ovunque e l'altro giorno è caduto un pannello del soffitto addosso al bambino. Abbiamo cercato di fare noi l'ordinaria manutenzione e cerchiamo di tenere la casa al meglio ma qui c'è l'acqua infiltrata ovunque: i muri si stanno gonfiando e l'intonaco cade in continuazione. Per non parlare della situazione all'esterno, delle scale, della terrazza".

Lungo le scale che conducono in terrazza troviamo di tutto: reti di materassi, sacchi, rifiuti e soprattutto mancano tutti gli estintori e gli idranti. Pur essendoci gli appositi alloggiamenti non ve n'è traccia e se malauguratamente capitasse un incendio come si dovrebbe fare? La terrazza è un cumulo di detriti, di vecchi televisori e di parabole che "allegre" spuntano come funghi ma è anche un luogo molto pericoloso: non vi è una ringhiera e va dritta a strapiombo verso il basso. Anche la botola dell'ascensore è aperta e potenzialmente "a portata di bambino" come fanno notare i residenti che ci accompagnano.

Qui tutto ciò ci circonda parla di trascuratezza e degrado e, purtroppo, come dice la teoria delle "finestre rotte" il degrado non fa che alimentare altro degrado. Così i bambini si ritrovano negli spazi comuni a giocare: non tutte le famiglie hanno la rete internet e in tanti fanno fatica a seguire la didattica a distanza. Rimangono i cellulari di ultima generazione e le ore passate in pochi metri quadrati in 5 o 6 persone. Questo accade in una città con un tasso di dispersione scolastica alto così come il tasso di disoccupazione. Eppure chi vive qui non chiede tanto alle istituzioni: "A noi basterebbe soltanto vedere qualche intervento per la sicurezza, per evitare che ci piova dentro casa - dicono due residenti - e per evitare di vedere le scale sbriciolarsi ai nostri piedi".

Il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Graziano Bonaccorsi ha un'attività a Librino e conosce bene il quartiere e i suoi atavici problemi: "Le istituzioni devono trovare una soluzione: qui è 30 anni che la politica non fa nulla. Il degrado è sotto gli occhi di tutti e qui l'ordinario diventa straordinario. Qui piove dentro le case della gente e bisogna trovare soluzioni immediate. C'è il superbonus al 110% per tentare di recuperare questo patrimonio pubblico: dobbiamo invertire questo stato di inerzia della pubblica amministrazione".

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