La libreria che dice "no" al libro di Riina jr: "Per una Sicilia ed una imprenditoria senza mafia"

"In questa libreria non si ordina né si vende il libro di Salvatore Riina". Le libraie di Vicolo Stretto di Catania, in via Santa Filomena, hanno esposto questo cartello. Angelica e Maria Carmela Sciacca scrivono: "Chiediamo a tutti i colleghi di affiggere lo stesso cartello"

"Non mi sono mai chiesto cosa è la mafia, non ho una risposta precisa; oggi la mafia può essere tutto o nulla", e "omicidi e traffico di droga non sono solo della mafia". Sono le parole di Salvo Riina, il figlio di Totò Riina, a Porta a Porta. La trasmissione è andata in onda ieri sera tra tante polemiche. E c'è chi a questo tam tam mediatico ha deciso di rispondere con un semplice cartello: "In questa libreria non si ordina né si vende il libro di Salvatore Riina". Un gesto forte che, con il potere dei social network, sta girando in tutta Italia. Le due giovani proprietarie della libreria "Vicolo Stretto" di via Santa Filomena, Angelica e Maria Carmela Sciacca, hanno, infatti, deciso di non vendere il libro "Riina, Family Life" (edizioni Anordest)“ lanciando anche un appello: "Chiediamo a tutti i colleghi di affiggere lo stesso cartello".

"E' una scelta che avremmo preso a prescindere - spiega Maria Carmela Sciacca - ma a motivarla ancora di più è stato un post pubblicato dal fratello di Paolo Borsellino alla notizia che il figlio di Riina sarebbe stato ospite su Rai uno".

"Abbiamo seguito la trasmissione, da libera cittadina mi sono sentita presa in giro - commenta Angelica Sciacca - invitare il figlio di un mafioso inquisito a sua volta per mafia mi è sembrato un gesto irrispettoso per tutte le vittime di mafia e le loro famiglie".

"Altri colleghi hanno accolto il nostro invito da Tantestorie di Palermo, ModusVivendi di Palermo, Libreria Nina Pitrasanta, libreria W. Meister San Daniele. Noi siamo a favore della cultura della legalità – continuano le "libraie" – a Catania abbiamo la memoria corta e invito tutti, piuttosto che a leggere lo scritto di Salvo Riina a scegliere quello di Dacia Maraini 'Sulla mafia', per una Sicilia ed una imprenditoria senza mafia".

IL POST DI SALVATORE BORSELLINO - "Avrei preferito non dovere scrivere queste righe, avrei preferito non essere costretto ad essere assalito dal senso di nausea che ho provato nel momento in cui ho dovuto leggere che il figlio di un criminale, criminale a sua volta, comparirà questa sera nel corso di una trasmissione della RAI, un servizio pubblico, per presentare il suo libro, scritto, come dichiarerà lui,"per difendere la dignità della sua famiglia". Di quale dignità si tratti ce lo spiegherà raccontandoci come, insieme a suo padre, seduto in poltrona davanti alla televisione, abbia assistito il 23 maggio e il 19 luglio del '92 allo spettacolo dei risultati degli attentati ordinati da suo padre per eliminare Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Non ci racconterà forse le esclamazioni di gioia di quello stesso padre che descriverà, come da copione, come un padre affettuoso, ma quelle possiamo immaginarle dalle espressioni usate da quello stesso padre quando, nelle intercettazioni nel carcere di Opera, progettava di far fare la "fine del tonno, del primo tonno" anche al magistrato Nino Di Matteo. Non ha voluto rispondere, Salvo Riina, alle domande su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Non me ne rammarico, quei nomi si sarebbero sporcati soltanto ad essere pronunciate da una bocca come la sua. In quanto al conduttore Bruno Vespa avrà il merito di fare diventare un best-seller il libro che qualcuno ha scritto per il figlio di questo criminale e che alimenterà la curiosità morbosa di tante menti sprovvedute. Si sarà così guadagnato le somme spropositate che gli vengono passate per gestire un servizio pubblico di servile ossequio ai potenti, di qualsiasi colore essi siano. Qualcuno ha chiamato la trasmissione "Porta a Porta", la terza Camera, dopo la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, questo significa infangare le istituzioni, infangare la nostra Costituzione, sport che sembra ormai molto praticato nel nostro paese. In quanto a noi familiari delle vittime di mafia eventi di questo tipo significano ancora una volta una riapertura delle nostre ferite, ove mai queste si fossero chiuse, ma ormai purtroppo questo, dopo 24 anni un cui non c'è stata ancora né Verità né Giustizia, è una cosa a cui ci siamo abituati, ma mai rassegnati. La nostra RESISTENZA continuerà fino all'ultimo giorno della nostra vita".

LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO A "PORTA A PORTA" - "Penseranno il mio sia un libro reticente ma - ha dichiarato Salvo Riina su Rai Uno - ho voluto soltanto scrivere la mia vita così come l'ho vissuta nella mia famiglia"; "io rispetto mio padre" ripete più volte citando anche i comandamenti, e se Vespa ricorda anche il comandamento "non uccidere", Riina Jr ribatte sempre lo stesso tasto: "Non tocca a me giudicare mio padre, io da parte mia lo rispetto. Non tocca a me giudicare, lo hanno giudicato lo Stato e i giudici, non condivido ma mi sta bene". "Salvatore Riina - conclude - è mio padre, Totò Riina è un acronimo identificato dai giornalisti".

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