Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Linguaglossa

Linguaglossa, il viticoltore Rosario Puglia si barrica in azienda per protesta

La protesta, conclusasi a seguito di una telefonata ricevuta dal Prefetto di Catania - così come ci racconta lo stesso Puglia - riguardava la mancata applicazione di un'ordinanza del Cga che gli riconosce un risarcimento danni per gli atti intimidatori subiti

Rosario Puglia è un viticoltore di Linguaglossa che, più volte, è stato oggetto di minacce ed intimidazioni per avere denunciato i suoi estortori. Questa mattina si è barricato, alcune ore, all'interno della sua azienda le "Cantine Don Saro" minacciando di suicidarsi.

Raggiunto telefonicamente, spiega di essere stato contattato dal Prefetto di Catania in merito alla questione da lui sollevata.

Questa volta la protesta, infatti, riguardava la mancata applicazione di un'ordinanza del Cga che gli riconosce un risarcimento danni. "L'ordinanza del 30 settembre 2013 -spiega Rosario Puglia- mi ha assegnato una provvisionale per le minacce ricevute. Somma che, ad oggi, non è stata ancora elargita per un ricorso fatto a dicembre dal commissario antiracket che è stato oltretutto respinto".

Minacce che, come racconta lo stesso viticoltore, non si sono affatto concluse: "Qualche giorno fa ho ho trovato i copertoni dell'auto tagliata e la scorsa settimana, mentre rientravo a casa, un uomo incappucciato mi aspettava pronunciando frasi intimidatorie".

Episodi che si aggiungono a quelli denunciati mesi fa - come il ritrovamento di una testa mozzata di un agnello e della carcassa di un coniglio - che hanno dato vita a proteste, compreso uno sciopero della fame durato oltre un mese, per chiedere l'accesso al fondo nazionale per le vittime dell'usura.

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