Lombardo dice addio "regalando" 120 nomine in tre mesi: è polemica

A conti fatti, sono circa 120 le nomine decise dal governatore in meno di tre mesi. E' stato definito "l'ultimo blitz", sventato in extremis. In palio il via libera all'ultima dozzina di nomine

Oggi il presidente della Sicilia Raffaele Lombardo si dimetterà, dopo circa quattro anni e mezzo di governo. Ma ieri i suoi uomini, in prima Commissione all'Assemblea regionale siciliana, hanno tentato quello che è stato definito "l'ultimo blitz", sventato in extremis. In palio il via libera all'ultima dozzina di nomine.

Un'infornata decisa nelle ultime giunte: dal Consorzio autostrade siciliane, alla Crias e all'Ircac, le casse per il credito agevolato agli artigiani e alla cooperative, passando per i parchi delle Madonie e dell'Etna, sino ai manager per le Aziende sanitarie di Catania, Agrigento e Messina, e all'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive.Posti quasi tutti prenotati per uomini vicini a Mpa e Fli.

Di converso, vittima dei veti di sindacati e opposizione, viene in parte neutralizzato il testo dell'esecutivo sulla spending review, attesa anche dal governo nazionale, in particolare nella parte che prevede la riduzione del personale con un taglio del 25% dei dirigenti e del 20% del comparto, mentre appare meno certo il blocco delle assunzioni.

Sulla partita delle nomine, si era scatenato nel pomeriggio un clima da rissa: urla e forti tensioni nell'aula dell'Assemblea, con Pdl, Udc e Pid pronti a lanciare strali "contro lo scandaloso assalto del presidente della Regione", sulla soglia dell'addio.

Al presidente dell'Ars Francesco Cascio è stato chiesto di fare giustizia e lui ha convocato la commissione regolamento che ha annullato la riunione incriminata della commissione Affari istituzionali. A conti fatti, sono circa 120 le nomine decise dal governatore in meno di tre mesi. Ma alla fine anche Lombardo accetta sportivamente il responso: "E' opportuna la decisione assunta oggi pomeriggio. Alcune di queste nomine risalgono a prima dell'approvazione della legge 'blocca-nomine', alla quale ci atterremo nel corso della fase transitoria che si concludera' con l'elezione del nuovo governo".

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