Catania ricorda i due vigili del fuoco morti nello scoppio di via Garibaldi

Le salme saranno esposte nella camera ardente del comando provinciale etneo, in via Cesare Beccaria 31, a partire dalle ore 16 di questo pomeriggio, 27 marzo. Ai funerali sarà presente il ministro dell'Interno Minniti

Saranno celebrati domani mattina alle 11.30 in Cattedrale i funerali di Dario Ambiamonte, il vigile del fuoco catanese deceduto nello scoppio di via Garibaldi, a Catania, lo scorso 20 marzo insieme al collega trapanese Giorgio Grammatico. Le salme saranno esposte nella camera ardente del comando provinciale etneo, in via Cesare Beccaria 31, a partire dalle ore 16 di questo pomeriggio, 27 marzo. Alle 19 è in programma il trasferimento di Grammatico presso la sua città d'origine.

Il ricordo dei colleghi - VIDEO

I funerali

Alla cerimonia funebre di domattina, sia a Catania che a Trapani, è confermata  la presenza del Ministro Minniti, del Capo Dipartimento dei vigili del fuoco e del Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale. Il sindaco Enzo Bianco ha disposto il lutto cittadino. Dopo avere parlato con i familiari di Ambiamonte, ha dato disposizioni affinché la salma venga tumulata nel sacrario delle Vittime del dovere nel cimintero monumentale di Catania, accanto al carabiniere Horacio Majorana.

Le testimonianze dei residenti dopo la tragedia - VIDEO

Le indagini

E' stato trasferito dal reparto di Rianimazione a quello di Neurochirurgia dell'ospedale Garibaldi di Catania il caposquadra dei vigili del fuoco Marcello Tavormina, 38 anni, rimasto ferito insieme con il collega Giuseppe Cannavò, di 36. Proseguono le indagini della magistratura per far luce sulla vicenda, in cui ha perso la vita anche il pensionato 75enne Giuseppe Longo. Il caposquadra è indagato ed è stato notificato in ospedale l'avviso di garanzia a suo carico.

Le prime immagini dello scoppio - VIDEO

L'ipotesi del suicidio

Il titolare della ciclofficina andata in frantumi, Giuseppe Longo aveva disagi psicologici per il suo stato di salute e anche perché il lavoro non andava bene. Recentemente aveva subito una truffa nell'acquisto di biciclette. E' quanto emerge da una lettera scritta Giuseppe Longo, il 75enne morto, il 20 marzo scorso, nell'esplosione del piano terra della palazzina di Catania, dove aveva in affitto le botteghe. La missiva è stata trovata nel pensionato dove fino a due giorni prima della tragedia l'uomo andava a dormire la sera ed è stata acquisita dalla squadra mobile della questura. Nella lettera l'uomo tratteggia la sua solitudine e dice di essere stanco, scrivendo anche un "se mi cercate mi troverete in via Sacchero".

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