Nunzia Catalfo: “Reddito di cittadinanza battaglia vinta: Catania, il governo ti aiuterà”

Nunzia Catalfo è stata la “madrina” di una delle battaglie storiche sul lavoro dei pentastellati: il reddito di cittadinanza

Nella folta pattuglia della rappresentenza del Movimento Cinque Stelle in parlamento c’è, l’ormai, esperta Nunzia Catalfo, senatrice etnea al secondo mandata. E’ stata la “madrina” di una delle battaglie storiche sul lavoro dei pentastellati: il reddito di cittadinanza. In città sono arrivate oltre 10mila domande e il numero è destinato a crescere. L’esponente grillina fa, con Catania Today, il punto sulla situazione del comune, che vive la difficile realtà del dissesto.

Lei è la “madrina” del reddito di cittadinanza che è stata una sua storica battaglia. Come si sente adesso che “la missione è compiuta”?

"La mia è stata una battaglia portata avanti con costanza e coerenza sin dal 2013, anno in cui ho presentato come prima firmataria la proposta di legge per istituire il Reddito di Cittadinanza. Quello approvato lo scorso 27 marzo è un provvedimento storico, necessario e doveroso per il nostro Paese che, oggi più che mai, ha l’urgenza di creare nuove basi per rilanciare un nuovo concetto di welfare, rivoluzionando il mercato del lavoro. Si tratta di una misura di sostegno al reddito, ma non solo: una misura proattiva collegata all’inserimento nel contesto sociale e lavorativo del cittadino, un grande investimento nei centri per l'impiego, nell’interoperabilità delle banche dati e nelle politiche attive del lavoro. Per la prima volta in Italia c’è un reale un investimento nelle politiche attive del lavoro, che prevede il potenziamento dei Centri per l’impiego, che finalmente saranno in linea con gli standard europei".

Cosa c’è da fare per mettere a regime i centri per l’impiego?

"La parola d’ordine è “investire”. Investimento in termini di ampliamento degli organici, investimento in termini di miglioramento delle infrastrutture, investimento in sviluppo degli apparati tecnologici". 

La Sicilia è tra le prime regioni per numero di richieste. Il Movimento parla del reddito di un antidoto contro la corruzione e lo sfruttamento. Pensa sia una soluzione?

"Non è un caso che la Sicilia risulti fra le prime regioni per numero di richieste. Il Reddito di Cittadinanza rappresenta un meccanismo di emancipazione dal bisogno e dal ricatto e dunque risulta essere un fondamentale strumento di prevenzione dei fenomeni del lavoro in nero e del caporalato". 

Ha i numeri sulle richieste arrivate da Catania?

"Al momento, secondo gli ultimi dati pervenuti dall’INPS, nella sola città etnea sono pervenute oltre 10 mila domande. - Il sindaco Pogliese ha spronato i deputati nazionali, specie di governo, a fare qualcosa per salvare Catania e a sporcarvi le mani”.

Quale il vostro impegno sinora?

"Accolgo l’invito del sindaco Pogliese che, sin dal suo insediamento, ha trovato una situazione finanziaria disastrosa nel Comune. Non mi sono mai tirata indietro per risolvere le criticità presenti nel nostro territorio e vorrei ricordare che il governo ha sempre dimostrato grande attenzione e sensibilità verso il Sud. Per quanto riguarda Catania, in soli 12 mesi è stato fatto tantissimo. Qualche esempio: 541 i milioni per il Mezzogiorno destinati ad asili, sicurezza strade, filiera agricola, bonifiche e ricerca. A ciò si aggiunge l’introduzione della quota strutturale del 34 per cento per i fondi per le regioni del Sud e la nuova governance del Fondo Sviluppo e Coesione e il piano per gli asili nido, per cui il Governo ha destinato 21 milioni di euro e in cui rientra anche Catania. La nostra città, infine, ha ottenuto 15 milioni per la ricerca in favore del CNR etneo. Non dobbiamo dimenticare il salvataggio dello storico istituto musicale Bellini, che da decenni è stato gestito in modo clientelare, all’interno di un quadro di connivenze politiche e dirigenziali. Noi parlamentari del Movimento 5 Stelle abbiamo provveduto ad anticipare il processo di statalizzazione dell’Istituto (prevista per il 2020), per garantire il diritto allo studio a tutti i ragazzi iscritti".

Simona Suriano ha detto che non ci saranno “aiuti a pioggia” per Catania come in passato. E’ d’accordo e perché?

"Sono d’accordo. E’ finita l’epoca degli aiuti “indirizzati” ai soliti noti. Interverremo nelle situazioni di reale bisogno, andando a risolvere le criticità più evidenti".

Cosa si augura per la città e che prospettive vede per Catania? Cosa può fare questo governo in concreto per la nona città d’Italia?

"Catania è una grande città che adesso sta vivendo un momento drammatico a livello finanziario. La maggioranza e i rappresentanti del nostro Governo si sono già resi disponibili ad affrontare questa situazione. Si è, infatti, già svolto un incontro a Roma al Ministero delle Finanze, con i rappresentanti dell’Esecutivo, nel corso del quale si è discussa la particolare situazione finanziaria del Comune di Catania e, nei prossimi giorni, è fissato un ulteriore appuntamento con il Governo".

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