Maas a rischio chiusura: costi elevati e troppi disservizi

Mario Maniscalco, consigliere Somaac, sindacato operatori del mercato, descrive la situazione in cui versa l'intero impianto che, nemmeno al momento dell'inaugurazione, era del tutto funzionante

Era destinata a essere un nuovo sogno, una nuova scommessa per la città. Lombardo, dopo l'inaugurazione, la definì "una cattedrale nel deserto che si trasformerà in vera e propria piattaforma logistica del Mediterraneo".

Oggi la situazione sembra diversa. La nuova struttura che, da 2 anni, ospita il Maas - Mercato agroalimentare siciliano - è diventata il più grande incubo per gli operatori.

Mario Maniscalco, consigliere Somaac, sindacato operatori del mercato, descrive la situazione in cui versa l'intero impianto che, nemmeno al momento dell'inaugurazione, era del tutto funzionante.

"Il pavimento rischia di saltare -spiega Maniscalco- manca l'acqua nei water e gli scarichi, siccome sono troppo piccoli, emanano una puzza insopportabile".

Nemmeno la sicurezza è garantita, nonostante il mercato sia frequentato ogni giorno da circa 5000 persone, soprattutto nelle ore iniziali della mattinata. "La zona resta al buio - continua Maniscalco - Inoltre è presente una sola via di fuga, la stessa da dove si entra. Sono già successe rapine, senza che abbiano portano a un'intensificazione dei controlli".

Il vecchio mercato che ha ospitato la fiera dei morti, conclusa da pochi giorni, nasceva nel lontano 1963. Cambiare era quindi una soluzione necessaria. Ma non per questo la migliore. Stando sempre alle dichiarazioni degli operatori, infatti, la decisione di spostare la sede del mercato è stata obbligata e forzata.

"Siamo stati praticamente costretti a cambiare - dichiarano- per le continue pressioni fatte dal Comune. Firmando, speravamo di andare incontro ad una soluzione migliore della precedente". Ma stando alle spese enormi da portare avanti, alle quali non corrispondono adeguati servizi offerti dal nuovo impianto, gli operatori rischiano di chiudere le proprie attività.

Incombe, quindi, il bisogno di trovare una soluzione immediata, per evitare l'esito più preoccupante: la perdita di lavoro per ben 5000 persone. Tante sono infatti quelle coinvolte, giornalmente, nel lavoro del mercato agroalimentare. "In questi giorni stiamo contattando un avvocato, per portare avanti pratiche legali e cercare di cambiare addirittura sede. Non possiamo continuare a pagare tutti gli oneri condominiali, dove potrebbero insinuarsi gli sprechi della politica", conclude Mario Maniscalco.

Pavimento del Maas

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