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Cronaca Via Umberto / Via Francesco Crispi

Macerie palazzina di via Crispi, ancora da smaltire nonostante l'ordine del Comune

A sei mesi dal tragico crollo della palazzina di via Francesco Crispi la situazione è ancora ferma. Il palazzo è rimasto sventrato sulla strada e le sue macerie incustodite a Pantano D'Arci. Nonostante la direzione Ecologia del Comune, da pochi giorni, ne abbia imposto nuovamente lo smaltimento

Oltre alla questione ormai tutta giudiziaria sulle reali dinamiche che hanno portato all'esplosione della palazzina di via Crispi, lo scorso 26 febbraio, il crollo dello stabile al centro di Catania ha comportato ulteriori conseguenze di mero ordine pubblico. Legate, principalmente, alla messa in sicurezza e al futuro dell'edificio, ma anche al destino delle macerie dello stesso che, dopo il tragico evento, sono state prelevate e depositate davanti al Centro Direzionale della Nettezza Urbana di Pantano D’Arci. Una soluzione definita dallo stesso Comune di Catania "temporanea" a cui avrebbe dovuto porre fine una ditta incaricata dal condominio stesso entro dieci giorni dall'invito dell'amministrazione, datato ormai 29 maggio 2017. Un sollecito al quale - come viene sottolineato nell'atto - gli amministratori non avrebbero dato ascolto visto che, lo scorso 10 agosto, la Direzione Ecologia ha imposto di "provvedere alla raccolta, al trasporto ed allo smaltimento dei rifiuti collocati presso gli edifici del Centro Direzionale".

Tra questi, lo ricordiamo, è possibile trovare anche i beni ormai distrutti delle famiglie della palazzina, già funestate dalla perdita della propria casa e, in due casi dalla morte di alcuni parenti. L'evento ha provocato infatti l'immediato decesso di Agata Strano un'anziana donna di 85 anni e quello di Rosaria Nicosia, scomparsa dopo un mese di ricovero a causa delle ferite riportate. Dopo i primi 15 giorni dal fatto, in cui erano presidiate dai vigili urbani, le macerie erano state lasciate incustodite davanti ai locali della Nettezza Urbana, dove si trovano ancora oggi. 

Le operazioni di rimozione, come previsto dall'atto amministrativo, dovranno essere avviate entro 10 giorni dallo scorso 10 agosto, con il rispetto della normativa vigente in materia di gestione di rifiuti. In particolare dovranno essere rispettate dal soggetto intimato (gli amministratori di condominio, Sergio Mario Mazzeo e Salvatore Aglianò) alcune disposizioni. Prima di tutto i rifiuti dovranno essere "avviati alle operazioni di smaltimento presso centri autorizzati". In secondo luogo, durante il trasporto, "dovranno essere elencati, per partite omogenee, in un formulario". Il trasporto dovrà essere effettuato, inoltre, "con mezzo proprio o a cura di trasportatore autorizzato". Ma, cosa più importante, alla fine delle operazioni "si provvederà alla disinfestazione e derattizzazione del luogo e, comunque, si porrà in essere ogni iniziativa diretta all’eliminazione radicale e permanente dell’inconveniente". 

"La legge prevede che i proprietari provvedano a spese loro alla messa in sicurezza e allo smaltimento ma, purtroppo, spesso non hanno la forza economica per farlo - spiega il consigliere di circoscrizione Davide Ruffino - In secondo luogo c'è una questione di sicurezza e di decoro urbano. Le transenne poste dal Comune sono state già divelte da qualche mezzo che c'è andato a sbattere". " Penso che l'amministrazione debba procedere a una messa in sicurezza più corposa di quella già attuata - conclude il consigliere - E' inaudito che una strada così importante, così centrale, venga tenuta in questo modo". 

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