Madre e figlia in trasferta: si fingevano assistenti e derubavano gli anziani

Un modus operandi ben collaudato che già le aveva portate all'arresto nel novembre 2016. Sono state arrestate a Caltanissetta due donne catanesi: Resizzi Scalora Giovanna, di 51 anni e Sesta Fortunata, di 30 anni

Ieri mattina la polizia di Caltanissetta ha arrestato due donne: Resizzi Scalora Giovanna, di 51 anni e Sesta Fortunata, di 30 anni, entrambe residenti a Catania, gravate da numerosi pregiudizi di polizia. Lo scorso anno, erano state arrestate perchè si fingevano assistenti sociali per rubare gli anziani.

Sono finite di nuovo in manette perchè nel luglio del 2016, dopo essersi introdotte col raggiro nell’abitazione di una coppia di anziani nisseni si erano impossessate della somma di quattromila euro che le vittime custodivano gelosamente all’interno di un armadio. Sul posto era intervenuta una pattuglia della squadra mobile e la vittima aveva raccontato tutto ai poliziotti: quella mattinata, dopo aver finito di fare la spesa al locale mercato “Strata a Foglia”, mentre percorreva a piedi la strada per tornare a casa, era stata avvicinata da due donne, a bordo di un’autovettura di colore bianco. Le donne, qualificandosi quali dipendenti di una cooperativa locale che si occupa di assistenza domiciliare pubblica agli anziani, le avevano detto che stavano andando a casa sua per farle compilare dei moduli per l’esenzione del ticket delle medicine e per evitare di farle pagare la tassa sui rifiuti. Le due donne in modo alquanto convincente, avevano raggirato la vittima riuscendo a farla salire sulla loro macchina, con la scusa di offrirle un passaggio a casa, riuscendo così ad accedere nell’abitazione, ove si trovava il marito ottantaseienne.

Un modus operandi ben collaudato, quindi. Dopo avere iniziato una conversazione con i due anziani, riguardante i farmaci assunti da entrambi i coniugi, una delle due s’intratteneva con la moglie e l’altra, spacciandosi per un medico, faceva stendere il marito sul letto per sottoporlo a una visita medica. Ultimata la visita, le donne asserivano di avere dimenticato lo sfigmomanometro in macchina e si allontanavano per prenderlo.

Le donne però tardavano a ritornare, l’anziana, insospettita chiedeva al marito di controllare se i loro risparmi si trovavano al loro posto e, con amara sorpresa, costatavano che le donne si erano impossessate dei loro risparmi pari a quattromila euro, che si trovavano nascosti all’interno della tasca di una giacca dentro l’armadio. Dalle dichiarazioni delle vittime emergeva che le due malfattrici avevano ben pianificato la commissione del reato, studiando per bene le abitudini degli anziani coniugi, adottando il giusto modus operandi.

Erano, infatti, a conoscenza che la coppia era assistita dalla cooperativa socio assistenziale locale. Le indagini hanno consentito di visionare le registrazioni dei filmati di alcuni sistemi di videosorveglianza installati in alcuni edifici nella zona interessata, individuando l’autovettura utilizzata dalle due false assistenti.

Sono riusciti a risalire al numero di targa dell’autovettura Opel Corsa di colore bianco con tetto di colore nero. Dal mezzo i poliziotti sono risaliti all’individuazione delle due donne, riconosciute in sede di individuazione fotografica dalle vittime. Le indagini hanno accertato che già in altre occasioni le due donne si sono rese autrici di analoghi reati in danno di altri anziani.

L’Autorità giudiziaria, facendo proprie le risultanze investigative, ha emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le donne arrestate, difese entrambe dall’Avvocato Julio Celesti del Foro di Siracusa, dopo le formalità di rito, sono state associate alla Casa Circondariale “Piazza Lanza” di Catania.

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