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Armi da guerra a disposizione del clan e summit in casa di insospettabili

Uno dei retroscena della vasta operazione che ha smantellato il clan Cappello-Bonaccorsi è la ricostruzione degli incontri tra i boss negli appartamenti di persone estranee al clan ma a disposizione degli indagati

Uno dei retroscena della vasta operazione eseguita dalla polizia che ha smantellato i nuovi assetti del clan Cappello-Bonaccorsi a Catania, è la ricostruzione degli incontri tra gli esponenti storici del clan grazie alle telecamere piazzate davanti all'abitazione di Massimiliano Cappello, fratello dello storico leader Turi Cappello, scarcerato nel giugno del 2019. Incontri tra i boss che avvenivano non solo a casa di Cappello ma anche negli appartamenti di insospettabili, persone estranee al clan ma a disposizione degli indagati con l'obiettivo di scongiurare eventuali controlli da parte delle forze dell'ordine.

Blitz contro i Cappello-Bonaccorsi: per "esibire" le armi sparavano anche ai gatti | Video

Operazione Minecraft: il trasporto delle armi del clan

Uno dei più stretti collaboratori di Massimiliano Cappello, secondo l'accusa è Emilio Gangemi, vero e proprio factotum del capo limitato negli spostamenti per via della sorveglianza speciale a cui era sottoposto. I due gestivano una piazza di spaccio nel popolare quartiere di San Giovanni Galermo, aiutati da Giuseppe Paolo Rapisarda, detto 'Paolo cupittiuni', che sovrintendeva alle attività di spaccio.

Clan Cappello-Bonaccorsi: buste con migliaia di euro e serre di marijuana

Strategico, inoltre, il ruolo di Giusi Messina, tra i 15 fermati. La donna era impegnata nell'attività di spaccio gestita dal figlio che, essendo agli arresti domiciliari a Milazzo, non aveva libertà di movimento. Si occupava anche di recapitare le somme di denaro per l'acquisto della sostanza stupefacente ai venditori catanesi. Approfittando di una sua patologia che la autorizzava a sottoporsi a visite mediche a Catania spesso in periodo di zone rosse ed arancioni passava da una provincia all'altra.

Le giovani leve dei Cappello-Bonaccorsi facevano affari d'oro con l' "amnesia" | Video

A novembre scorso durante un sequestro di droga per due 2 chili di marijuana la donna era di staffetta mentre faceva ritorno a Milazzo dopo essere stata a Catania per acquistare. In quell'occasione furono arrestati dalla polizia stradale due corrieri di droga.

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