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Mafia, arrestati i mandanti e gli esecutori materiali di due omicidi del 2004

Due appartenenti a Cosa nostra catanese sono i destinatari della misura restrittiva perché ritenuti responsabili di due omicidi avvenuti nel 2004 a Catania. A dare esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale

I carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania nei confronti di Guglielmino Salvatore , esponente di cosa nostra catanese affiliato, all’epoca dei fatti contestati, all’articolazione dei Mirabile (riconducibile alle posizioni di Santapaola Antonino detto “Ninu u pazzu”); Saitta Lorenzo , anche egli esponente di cosa nostra catanese, rispettivamente ritenuti il primo mandante ed esecutore materiale dell’omicidio commesso il 29 aprile 2004 ai danni di Salvatore Di Pasquale ed il secondo esecutore materiale dell’omicidio commesso 3 maggio 2004 ai danni di Michele Costanzo.

Il provvedimento, che è stato richiesto dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania a carico dei due indagati, si fonda sulle emergenze investigative raccolte grazie alle indagini condotte dal Ros, Dionisio ed Efesto, e dalle attività effettuate a riscontro delle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di Giustizia.

Gli omicidi sono scaturiti per problematiche afferenti il controllo mafioso del territorio e la spartizione dei proventi delle attività illecite. Il pomeriggio del 24 Aprile 2004 Alfio Mirabile, nei pressi della sua abitazione di Catania, veniva raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco sparati da un sicario armato di pistola rimanendo gravemente ferito e riportando la paralisi agli arti inferiori, motivo per il quale veniva ricoverato presso un istituto specializzato di riabilitazione (per le complicanze legate alle ferite riportate morirà il 01.09.2010).

La reazione per l’attentato subito da Alfio Mirabile ebbe immediatamente a concretizzarsi già il successivo giorno 29.04.2004 quando un commando, a bordo di due auto, giungeva in Piazza Ustica di Catania e colpiva mortalmente con numerosi colpi di pistola il pregiudicato Di Pasquale Salvatore poiché ritenuto coinvolto nell’attentato a Mirabile.

Gli esiti delle attività investigative poste in essere nel periodo in questione consentivano già di inquadrare l’omicidio di Di Pasquale quale risposta all’attentato subito da Mirabile e le dichiarazioni rese successivamente dai collaboratori di Giustizia permettevano di meglio delineare il quadro in cui lo stesso era maturato ed individuare Salvatore Guglielmino, all’epoca uomo di assoluta fiducia e braccio operativo di Mirabile, quale mandante ed esecutore materiale dell’efferato delitto.

Analoghi sviluppi investigativi si raccoglievano in ordine ai fatti occorsi il 03.05.2004 quando nella zona industriale di Catania, all’interno della ditta di spedizioni “Mediterranea Distribuzione Logistica”, un gruppo di fuoco assassinava Michele Costanzo, padroncino della citata ditta e uomo di fiducia dei Mirabile all’interno della stessa, e feriva Antonino Sangiorgi (titolare formale della azienda).

L’omicidio di Michele Costanzo, che ha visto tra gli esecutori materiali Lorenzo Saitta, considerato l’insieme delle acquisizioni investigative dell’epoca, veniva correttamente inquadrato proprio nell’alveo dello scontro in atto tra i Mirabile e gli Ercolano e letto come risposta all’uccisione di Di Pasquale.
 

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