Arrestato il superlatitante Sebastiano Brunno: "Aveva promesso che sarebbe fuggito"

L'arresto è stato eseguito dagli investigatori dello Sco e della Squadra mobile di Catania. Inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi d'Italia, Brunno è considerato il reggente della cosca Nardo, attiva nell'entroterra della Sicilia orientale

Quando lo arrestarono la prima volta in un casolare di campagna dell'entroterra siculo, promise agli agenti che la prossima volta non sarebbe stato così facile beccarlo. E così è stato. Per rintracciarlo gli agenti dello Sco e delle questure di Catania e Siracusa hanno dovuto lavorare anni, pedinando le persone a lui vicine che un paio di volte al mese lo raggiungevano in una casa di Malta per portare soldi e vettovaglie, in modo tale da limitare al massimo i suoi movimenti. Una vita in continua fuga, quella condotta negli ultimi 5 anni. Quando gli si sono strette le manette ai polsi per l'ennesima volta, Brunno - condannato all'ergastolo e con alle spalle una lunga scia di omicidi e attentati - non ha potuto fare altro che congratularsi con gli agenti. "Come ben si addice ad ogni criminale di un certo peso", sottolinea il dirigente della Squadra Mobiledi Catania Antonio Salvago.

Sebastiano Brunno, 56 anni, ricercato dal 2009 e inserito nella lista dei latitanti più pericolosi è considerato il reggente della cosca Nardo, attiva nell'entroterra della Sicilia orientale. L'operazione, a cui hanno partecipato anche gli uffici dell'Interpol di Roma e Malta, è stata coordinata dalla procura antimafia di Catania. Brunno deve scontare una una pena definitiva all'ergastolo per associazione mafiosa e omicidi.

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