Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Mafia: 41enne arrestato per aver bruciato cantiere antiracket e per omicidio

Ordine di carcerazione per omicidio nei confronti di un 41enne, nell'ambito delle indagini sull'uccisione di Giambattista Motta, assassinato il 3 giugno del 2007 con diversi colpi di pistola nello storico rione San Cristoforo

Agenti della squadra mobile di Catania hanno eseguito un ordine di carcerazione per omicidio nei confronti di L.M., 41 anni, nell'ambito delle indagini sull'uccisione di Giambattista Motta, 44 anni, assassinato il 3 giugno del 2007 con diversi colpi di pistola nello storico rione San Cristoforo.

A svelare movente e esecutori del delitto sono stati diversi pentiti di Cosa nostra, e in particolare il boss collaboratore di giustizia Santo La Causa. Secondo l'accusa, Motta, affiliato alla cosca Mazzei, sarebbe stato assassinato nell'ambito di una faida tra clan rivali.

Per il delitto erano indagati anche il boss Angelo Santapaola, ai tempi reggente dell'omonima 'famiglia', e il suo luogotenente Nicola Sedici, ma i cadaveri di quest'ultimi due furono trovati, il 30 settembre del 2007, carbonizzati nelle campagne di Ramacca, assassinati nell'ambito di una 'pulizia interna' a Cosa nostra.

Il provvedimento restrittivo a L.M. è stato notificato in carcere dove l'uomo si trova detenuto per scontare una condanna, a 8 anni e 8 mesi di reclusione, per l'attentato compiuto nel 2007 al cantiere di Andrea Vecchio, poi diventato assessore regionale della giunta Lombardo, in via della Concordia a Catania, con le fiamme appiccate a un escavatore, per convincere l'imprenditore antiracket a pagare il 'pizzo'.

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