Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Colpo al clan mafioso dei "Tuppi", blitz dei carabinieri: 26 arresti

Sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione in concorso, furto, ricettazione e riciclaggio in concorso, detenzione e porto illegale di arma clandestina, trasferimento fraudolento di valori e corruzione, con l’aggravante del metodo mafioso

Dalle prime ore del mattino, su delega della Procura Distrettuale, circa 200 carabinieri del comando provinciale di Catania, supportati dai reparti specializzati (Squadrone eliportato cacciatori, compagnia di Intervento operativo del XII Battaglione “Sicilia” e Nucleo elicotteri), nelle province di Catania e Reggio Calabria, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Catania, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 26 persone, affiliate al sodalizio criminale denominato dei Tuppi, operante nel territorio dei comuni di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, attualmente confederato alla famiglia mafiosa dei Mazzei.

I nomi degli arrestati

Fuochi d'artificio per festeggiare la scarcerazione del boss | Video

Il video dell'operazione antimafia

Sono ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione in concorso, furto, ricettazione e riciclaggio in concorso, detenzione e porto illegale di arma clandestina, trasferimento fraudolento di valori e corruzione, con l’aggravante del metodo mafioso.

Il procuratore Zuccaro: "Ecco perché è stato ucciso dalla mafia il consigliere Dc Arena"

Le indagini, inoltre, hanno consentito di fare luce su uno degli omicidi risalenti alla guerra di mafia che - negli anni '80 e '90 - ha visto contrapposti lo stesso gruppo dei Tupp con il gruppo del ‘Malpassotu’. In particolare sono emersi elementi di prova sulla responsabilità di alcuni degli arrestati di oggi per l’omicidio consumato in data 28 settembre 1991, a Misterbianco, ai danni del consigliere comunale Paolo Arena, esponente di spicco della Democrazia Cristiana etnea che veniva assassinato con colpi di fucile esplosi da distanza ravvicinata.

L’ordinanza ha, inoltre, disposto il sequestro di conti correnti, beni immobili e attività commerciali per un valore complessivo di oltre 1.500.000 euro. 

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