Mafia: la lunga scia di sangue, ecco chi è il boss Concetto Bonaccorsi

Aveva beneficiato di un permesso premio e non era più rientrato in carcere dal settembre 2016, da ieri è tornato nuovamente nella cella dove sconterà il resto della sua vita

La storia criminale di Concetto Bonaccorsi, arrestato oggi dopo una lunga latitanza, parte da molto lontano ed è fatta di fughe, latitanze e omicidi. Nel luglio del 1991 viene arrestato durante un periodo di latitanza, all'epoca fu arrestato all'interno del municipio di Valverde poco prima del suo matrimonio, la funzione venne celebrata lo stesso. Già nel '91 Bonaccorsi era ricercato perché il 21 febbraio dello stesso anno era indagato insieme al fratello per aver assassinato nel torinese due ladri d'auto colpevoli di avergli rubato qualche giorno prima una Fiat Uno turbo. I cadaveri dei due giovani, Giovanni Durante e Moreno Bennici, uccisi con dei colpi di pistola alla testa, vennero poi trovati in una discarica di Robassomero in provincia di Torino. Per questa vicenda venne prosciolto mentre il fratello no.

Nel febbraio 1993, nell’ambito dell’operazione “Pegaso”, riuscì a scappare, L'operazione riguardava omicidi, estorsioni ed altri reati compiuti dal clan dei Cursoti. È il 21 aprile 1993 quando viene arrestato perché responsabile dell’omicidio di Marco De Zorzi commesso a Cassolnovo (Pavia). La vittima fu assassinata dentro l’ascensore dello stabile e Bonaccorsi rimasto bloccato all’interno fu preso. Nel 1995 viene condannato dalla Corte di Assise di Appello di Milano a 23 anni, 9 mesi e 15 giorni di reclusione.  

Nel maggio del 1996, nell’ambito dell’operazione “Cuspide” è raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere sempre per reati di stampo mafioso.  Un anno dopo, condannato dalla Corte di Assise d’Appello di Catania a 8 anni di reclusione associazione per delinquere di stampo mafioso. A febbraio 2000 arriva un'altra sentenza di condanna dalla Corte di Assise d’Appello di Catania, questa volta la pena è l'ergostolo e si riferisce all'omicidio di Angelo Barbera responsabile dei Cursoti avvenuto nel gennaio del 1991 e il duplice omicidio di Gaetano Palici e Mario Angiolini, uccisi a di mitragliatori.

Sempre un anno più tardi, il 6 febbraio 2001 la Corte di Assise d’Appello di Milano, lo condanna a 30 anni di carcere per omicidio in concorso, commesso a Milano il 18 dicembre 1990. La vittima era Angelo Maccarrone.

Nel 2009 viene raggiunto in carcere da un ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione “Revenge”, che ha smantellato parte dell'organizzazione Cappello - Bonaccorsi. Concetto Bonaccorsi aveva beneficiato di un permesso premio e non era più rientrato nel carcere  di Secondigliano in provincia di Napoli dal settembre 2016, da ieri è tornato nuovamente nella cella dove sconterà il resto della sua vita.

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