Mafia ed estorsioni, tra gli arrestati anche un poliziotto

Tra i destinatari delle misure cautelari dell'operazione Adranos si trova anche l'assistente capo Palano del commissariato di Adrano. Prima arrestato per reati in materia di droga, la Procura oggi gli contesta l'associazione a delinquere

"Una vicenda molto dolorosa", è così che il Procuratore capo Carmelo Zuccaro descrive l'arresto di Francesco Palana, assistente capo di polizia in servizio al commissariato di Adrano, finito all'interno dell'operazione Adranos che ha portato all'arresto dei vertici del clan Santangelo e Scalisi. All'uomo - già agli arresti domiciliari per detenzione di cocaina - la Procura della Repubblica contesta oggi anche l'associazione a delinquere. Un "dipendente infedele" - lo definisce Zuccaro - che "pur creando dispiacere, dimostra la presenza di anticorpi formidabili all'interno della Polizia di Stato e dei suoi uomini". 

Tutti i dettagli dell'operazione 

Sono proprio i colleghi della Squadra mobile di Catania che, il 26 aprile del 2016, hanno infatti arrestato Palana per trasporto e detenzione di circa 10 grammi di cocaina, durante un servizio mirato. Il poliziotto è stato fermato e controllato ai caselli autostradali di San Gregorio - "mentre provava a tornare nel suo paese d'origine, in provincia di Messina", spiega il dirigente Antonio Salvago - dove, all'interno della sua macchina, in un cofanetto, è stato trovato in involucro con la polvere bianca.

I nomi degli arrestati 

Come ha spiegato in conferenza stampa il sostituto Procuratore Andrea Bonomo, al poliziotto non è stato contestato il concorso esterno ma il più grave reato associativo proprio perché "abbiamo ritenuto fondata la piena partecipazione dell'uomo agli affari criminali". Dopo essere stato sospeso dal corpo di Polizia, Palana è stato prima condotto agli arresti domiciliari mentre oggi si trova detenuto in carcere. 

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