Mafia ed energia rinnovabile, Dia sequestra beni per 7 milioni di euro

Il Tribunale ha disposto il sequestro dei beni per un valore di circa 7 milioni di euro, consistenti in cinque società operanti nel settore della progettazione, costruzione e montaggio di carpenteria metallica e della produzione di energia elettrica da fonte solare e una società attiva nel settore delle corse dei cavalli, nonché una lussuosa villa, terreni e rapporti finanziari

Questa mattina, il personale della Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito il decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Siracusa - Sezione Misure di Prevenzione, su proposta avanzata dalla Procura della Repubblica di Catania - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Manservigi Fabio, di anni 44, imprenditore, ritenuto vicino all’organizzazione mafiosa “Nardo”, egemone nella provincia di Siracusa. Indicato dal collaboratore di giustizia Blandino Fabrizio quale affiliato al gruppo mafioso “Nardo” (clan attivo nella provincia di Siracusa e collegato alla più potente e pericolosa organizzazione criminale mafiosa “Santapaola” di Catania), l’imprenditore megarese è emerso nell’ambito delle attività svolte in occasione dell’indagine denominata “Morsa2”, condotta dai Carabinieri di Siracusa, dalla quale è derivata l’ulteriore indagine denominata “Nostradamus” che ha contribuito allo scioglimento del Comune di Augusta.

VIDEO il sequestro della DIA

VIDEO il commento del procuratore

In effetti, nel corso dell’attività investigativa è stato accertato che il Manservigi, già con precedenti per reati in materia di stupefacenti, era in stretto contatto con esponenti affiliati alla predetta consorteria “Nardo” e con esponenti politici di rilievo locale. In particolare, emergeva quale personaggio strettamente legato a Blandino Fabrizio (ex consigliere del Comune di Augusta, affiliato alla cosca mafiosa dei Nardo nonché referente del clan nel territorio megarese), tanto da aver immediatamente acconsentito alla proposta di contribuire al sostentamento di Sambasile Alfio (esponente di primo piano del clan Nardo nel territorio di Lentini), con il quale emergevano documentati legami personali evidenziati da pregresse indagini.

Con quest’ultimo, infatti, era stato tratto in arresto nel 1998, insieme ad altri, nell’ambito dell’indagine “Thos” condotta dalla Squadra Mobile di Siracusa, per i reati di associazione mafiosa ed estorsione, trascorrendo anche un periodo di detenzione nella stessa cella nel carcere di Caltanissetta.

La pericolosità sociale del Manservigi è stata avvalorata dalle ulteriori dichiarazioni fornite da altri collaboratori di giustizia quali Sampugnaro Sebastiano, Piazza Vincenzo e Gigliuto Sebastiano, succedutisi nel corso degli anni. La contiguità del Manservigi con esponenti di vertice del clan “Nardo” fornirebbe una chiara spiegazione della sua ascesa imprenditoriale, da dipendente di un’impresa di raccolta di rifiuti solidi urbani a imprenditore nel settore edile, aggiudicatario di commesse per lavori edili nel territorio megarese, e nel settore delle energie rinnovabili, specie del “fotovoltaico”.

Proprio nel settore del “fotovoltaico” sviluppatosi nel territorio del comune di Augusta, il Manservigi si è inserito a pieno titolo con la costituzione, nel novembre del 2009, della società FA.MEC S.r.l., operante principalmente nel settore della fabbricazione di strutture metalliche e parti assemblate di strutture, consulenza, progettazione e messa in opera per la costruzione di impianti fotovoltaici.

Gli accertamenti patrimoniali svolti sul conto dell'uomo hanno messo in evidenza la sussistenza di una netta sperequazione tra il valore dei beni a vario titolo posseduti, il tenore di vita mantenuto e le fonti di reddito documentate dal nucleo familiare. Il Tribunale di Siracusa, accogliendo la proposta avanzata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania ha, pertanto, disposto il sequestro dei beni di cui il Manservigi risulta disporre direttamente o indirettamente, per un valore complessivamente stimato in circa 7.000.000 di euro, consistenti in 5 società operanti nel settore della progettazione, costruzione e montaggio di carpenteria metallica e della produzione di energia elettrica da fonte solare. In particolare sono state sottoposte a sequestro la capogruppo “FA.MEC S.r.l., che detiene il controllo totale sulle società Augusta Solare S.r.l. e Megara Iblea Solare S.r.l., le partecipazioni della FA.MEC S.r.l. nella società Punta Cugno Solare S.r.l. e nella Dream Horse S.r.l. (attiva nel settore delle corse dei cavalli e nella gestione di scuderie), nonché una lussuosa villa, terreni e rapporti finanziari.

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