Mafia, faida tra i clan catanesi: arrestato il boss "Saretto 'u Furasteri"

E' accusato dell'uccisione di Gaetano Salici, ferito mortalmente il 2 agosto del 1987 con numerosi colpi di arma da fuoco sparati da un killer che lo ha inseguito a piedi nel rione Nesima

E' stato arrestato dalla polizia etnea il boss dei Cursoti milanesi Rosario Pitarà, di 64 anni, noto come "Saretto 'u furasteri", pregiudicato,  sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, in quanto ritenuto responsabile del reato di omicidio, con l’aggravante di avere agito per motivi futili e abietti al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa denominata Cursoti milanesi e con premeditazione.  

Al centro delle indagini della squadra mobile, coordinate dalla Dda dalla Procura di Catania, l'uccisione di Gaetano Salici, di 25 anni, ferito mortalmente il 2 agosto del 1987 con numerosi colpi di arma da fuoco sparati da un killer che lo ha inseguito a piedi nel rione Nesima, e deceduto durante il trasporto in ospedale.

Un agguato che l'accusa inquadra all'interno della sanguinosa faida mafiosa di quegli anni tra il clan dei Cursoti e la 'famiglia' Santapaola, ai vertici di Cosa nostra. Dopo l'agguato la polizia ha sorpreso Giovambattista Guglielmino, all'epoca 25enne, non lontano dal luogo del delitto, ad appiccare il fuoco a una Fiat Uno, ritenuta l'auto usata dai sicari. Fermato per concorso in omicidio è stato successivamente condannato a 16 anni e sei mesi di reclusione per omicidio.

Nuovi elementi sull'agguato sono emersi da dichiarazioni di diversi 'pentiti', come Franco Russo e Roberto Testa, recentemente confermati anche da Concetto Bonaccorsi. Secondo l'accusa, Rosario Pitarà, noto come 'Saretto 'u furasteri', il 30 luglio del 1987, sarebbe uscito indenne da un agguato organizzato dal clan Santapaola, che lo voleva eliminare ritenendolo un pericoloso sicario del clan rivale dei Cursoti.

E Pitarà si sarebbe convinto che a fornire un supporto al gruppo di fuoco che aveva cercato di ucciderlo sarebbe stato proprio Gaetano Salici, dopo avere appreso che alcune persone gli avevano chiesto notizie sugli spostamenti di 'Sarettu 'u furasteri'. Rosario Pitarà, esponente di spicco dei Cursoti Milanesi, con ruolo di vertice nel clan, era stato scarcerato il 18 agosto 2017 dopo un lungo periodo di detenzione. Dopo l'arresto da parte della squadra mobile della Questura di Catania è stato condotto nel carcere di Bicocca.

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