Mafia ed estorsione, annientato il gruppo Navarria: al comando la moglie del boss

"L'unico posto dove può stare Navarria è il carcere". Parole forti del colonnello dei carabinieri Francesco Gargaro. Il gruppo criminale si era ricostituito dopo l'uscita dal carcere di Carmelo Aldo Navarria, lo "spazzino" dei Santapaola, che aveva finito di scontare 26 anni di condanna

Sono particolari inquietanti quelli che forniscono i carabinieri su Carmelo Aldo Navarria, chiamato lo "spazzino" dei Santapaola perché faceva sparire i cadaveri delle vittime. Navarria è rimasto in carcere per 26 anni e mezzo per scontare la sua pena ma non appena uscito, grazie alla collaborazione della moglie Patrizia Paratore, ha rimesso in piedi il gruppo criminale nel comune di Belpasso. 

I NOMI DEGLI ARRESTATI

È il colonnello dei carabinieri Francesco Gargano ad illustrare alcuni particolari: "Si è giunti a questo risultato grazie ad una strategia investigativa che consiste nel monitorare i soggetti usciti dal carcere per accertare i legami e le nuove strategie criminali. I contatti - continua il comandante - in carcere erano mantenuti grazie alla moglie di Navarria Patrizia Paratore. Quello che caratterizza il gruppo criminale e in particolare Navarria è la crudeltà,  operava come la mafia degli anni '80, quando fu arrestato la prima volta e per lui il tempo sembra essersi fermato. L'unico posto dove può stare Navarria è il carcere".

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE



LA LUNGA SCIA DI SANGUE - L’indagine "Araba Fenice” è iniziata nel 2015, dopo la scarcerazione di Navarria avvenuta il 23 giugno 2014 per sei omicidi. Nel corso delle indagini gli uomini dell'Arma hanno documentato come Navarria fosse tornato nel gruppo mafioso alle dipendenze di Francesco Santapaola, arrestato nell'aprile 2016 nell'operazione Kronos.  Navarria e altri tre affiliati il 22 marzo 2017, sono stati arrestati e accusati per l'omicidio e la distruzione del cadavere dell’imprenditore agrumicolo di Paternò Fortunato Caponnetto che si era rifiutato di pagare il pizzo.  I fatti sarebbero avvenuti a Belpasso l’8 aprile 2015.

"LI FACCIO A PEZZETTINI" - VIDEO

UOMINI PRONTI A DARE LA VITA PER IL BOSS - Dai particolari delle indagini e delle intercettazioni emerge come Navarria godesse di una fiducia cieca da parte dei suoi uomini. In un caso, uno dei suoi sodali si ustiona le braccia e la faccia mentre preparava un attentato incediario. L'uomo vorrebbe andare a farsi medicare da un sanitario ma Navarria lo dissuade e si prende cura di lui fasciandolo e curando le vistose ferite. ​

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