Mafia, i supermercati di Guglielmino e la "longa manus" dei Cappello

I dettagli dell'indagine che ha portato al sequestro di 13 supermercati G.M. e la fotografia criminale che i dirigenti della polizia di Stato fanno dell'imprenditore Michele Guglielmino. Definito "reuccio dei supermercati e longa manus del clan Cappello"

Il dirigente dell'Anticrimine Ferdinando Buceti lo ammette a denti stretti e la sua è una fotografia più che cupa del tessuto economico locale: "Noi cerchiamo di rendere un servigio all'imprenditoria sana di questa città, che qualcuno mi chiede ancora se esista. Tuttavia il pessimismo è più che giustificato dall'enorme numero di personaggi criminali che popolano lo scenario catanese". Alla sua destra il nuovo questore Alberto Francini ascolta i risultati dell'operazione che, questa mattina, ha portato al sequestro di 13 supermercati del gruppo G.M. - che fanno riferimento all'imprenditore Michele Guglielmino, definito la "longa manus" del clan Cappello -  ed aggiunge una riflessione, quasi a voler corregere il tiro. Dando un ultimo messaggio di speranza, il capo della polizia spiega: "Non conosco ancora bene il contesto etneo, ma la mia esperienza in ambienti molto simili mi consente di affermare che sicuramente un'economia sana esiste, e per questa dobbiamo lavorare in modo sempre più preciso". 

Le intercettazioni - video

La replica del legale di Michele Guglielmino

L'arcipelago dei supermercati G.M.

Le riflessioni dei funzionari della polizia di Stato nascono dai risultati dell'indagine che, nei giorni scorsi, ha toccato uno dei principali indotti della nervatura criminale del territorio: quello della grande distribuzione. Che, come dimostrato da numerose inchieste, sembra essere uno dei principali strumenti di "pulizia" dei capitali acquisiti, in modo illecito, attraverso il commercio delle sostanze stupefacenti. Quello intaccato dall'azione degli inquirenti, come spiega Buceti, è infatti un patrimonio composto da un arcipelago di punti vendita, intestati a prestanome di Guglielmino - la moglie, la cognata e il figlio - il cui fatturato, dal 2004 ad oggi, per stessa ammissione dello stesso guglielmino, "cresceva ogni anno 36 per cento annuo".

Le immagini del sequestro - Video

Stiamo parlando di un tesoretto di circa 30 milioni di euro che, come chiariscono le forze dell'ordine, Guglielmino avrebbe accumulato "partendo dal nulla". A ricostruire il profilo criminale del soggetto è il dirigente della Squadra mobile di Catania, Antonio Salvago che, in passato, ha arrestato Guglielmino per traffico di sostanze stupefacenti. "Guglielmino, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, era noto negli ambienti criminali come 'Michele da Gesa' - chiarisce il funzionario - Un nome che derivava dal fatto che, in passato, era titolare in passato di un supermercato Gesa nella zona di Librino- San Giorgio".

La ricostruzione degli inquirenti - Video

I rapporti di Guglielmino con i Cappello

"La polizia lo conosce sin dal 2004 quando viene coinvolto nell'operzione Ramazza, in cui viene colpito il clan Cappello - continua Salvago - In quell'occasione Guglielmino venne assolto ma venne poi condannato per associazione a delinquere per traffico di stupefacenti nel 2008". "L'uomo ha collegamenti con l'allora reggente dei Cappello, Angelo Cacisi, di cui favorì la latitanza, ma non solo". Il suo grado di vicinanza con i vertici della famiglia mafiosa, vengono anche ricostruiti da un episodio in cui, Guglielmino "fece da tramite per consegnare una lettera a Maria Rosaria Campagna, moglie del boss Turi Cappello, domiciliata a Napoli".

La catena G.M, che ha sede a Misterbianco, rappresenta un importante indotto che da attualmente occupazione a circa 120 persone. In realtà, come spiega Buceti, la polizia durante un sopralluogo ha trovato anche la documentazione per l'apertura di "E altri due supermercati - chiarisce il dirigente - con un esborso documentato superiore a 100 mila euro e un deposito già individuato di 20mila metri quadri a Misterbianco".

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