Mafia e massoneria, tra gli arrestati anche il reggente del clan Ercolano

L'operazione Brotherhood della guardia di finanza ha permesso di arrestare 6 persone appartenenti al clan Santapaola-Ercolano e far emergere strettissimi rapporti tra la cosca e le logge massoniche catanesi

Dalle prime luci dell’alba, la guardia di finanza di Catania, nell'ambito dell'operazione Brotherhood, ha eseguito degli arresti nei confronti di 6 persone appartenenti alla cosca Santapaola -Ercolano, tra cui il reggente Aldo Ercolano, figlio di Sebastiano e fratello di Mario, boss indiscusso del sodalizio tra le due famiglie, al momento in carcere per associazione di stampo mafioso.

Ecco i nomi di tutti gli arrestati:

1. Aldo ERCOLANO, nato a Milano il 13.12.1974

2. Sebastiano CAVALLARO, nato a Catania il 9.12.1957

3. Giuseppe FINOCCHIARO, nato a Catania il 4.06.1978

4. Francesco RAPISARDA, nato in Libia il 23.12.1943

5. Carmelo RAPISARDA, nato in Libia il 16.10.1939

6. Adamo TIEZZI, nato a Catania il 02.12.1962,  agli arresti domiciliari.

Ad Aldo Ercolano, cugino dell'omonimo condannato insieme a Santapaola per l'omicidio Fava, e al suo collaboratore Sebastiano Cavallaro è contestata è contestata l’appartenenza a un’associazione a delinquere di tipo mafioso, finalizzata all’estorsione, al traffico di stupefacenti, al recupero crediti, alla turbativa d’asta e all’acquisizione diretta o indiretta del controllo e gestione di attività economiche.

Nel corso delle indagini sono emersi numerosi episodi estortivi, alcuni condotti dallo stesso Ercolano insieme all'uomo di fiducia Giuseppe Finocchiaro, nei confronti di famosi ristoratori. E' emersa anche l'attività di recupero crediti dietro compenso e l' intimidazione mafiosa per aggiudicarsi aste finanziarie e favorire l'assegnazione di gare d'appalto pubbliche ad "amici". E'stato riscontrato anche il pagamento dei cosiddetti stipendi per gli affiliati detenuti e i familiari, fra tutti veniva mensilmente corrisposto un pagamento per la moglie di Nunzio Zuccaro, condannato a 30 anni per mafia e autore dell'omicidio di Francesco Romeo.

ECCO IL VIDEO 

L'operazione ha accertato l'esistenza di strettisimi rapporti tra la famiglia mafiosa ed esponenti catanesi di alcune logge massoniche. Il punto di contatto era proprio Sebastiano Cavallaro uomo di fiducia degli Ercolano e primo diacono della gran loggia massonica Federico II  dell'ordine di stretta osservanza. L'uomo ha svolto un ruolo di collettore tra le richieste illecite di imprenditori massoni e la famiglia mafiosa degli “Ercolano.

Su richiesta del "sovrano" Francesco Rapisarda sono state portate avanti numerose attività intidimidatorie per far desistere con ogni mezzo alcuni imprenditori a partecipare ad un'asta fallimentare per un complesso industriale venduto a prezzo ribassato e già precendente proprietà dei fratelli Rapisarda. Questi ultimi, Francesco e Carmelo Rapisarda  titolari della Mediterranea Costruzioni Metalmeccaniche S.p.a. e di Adamo Tiezzi (soggetto, assai vicino a Cavallaro e con precedenti per traffico di stupefacenti ed estorsione) per ordine del Gip sono stati posti agli arresti domiciliari per il reato di turbativa d'asta. I beni e gli immobili della società sono stati sequestrati.

Grazie a Cavallaro, Aldo Ercolano è riuscito, in altre occasioni, anche ad aggiudicarsi appalti per lavori pubblici come quello dell'ex mattatoio comunale di Santa Maria di Licodia. Inoltre le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia hanno evidenziato che Ercolano già dal 2002 era responsabile per la famiglia nell’area di Picanello e per i paesi acesi e, dopo l’arresto del fratello Mario avvenuto nel 2010, era diventato il riferimento di tutti i gruppi mafiosi riconducibili agli Ercolano.

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Indagati anche cinque professionisti catanesi ai quali è stato contestato il reato di estorsione, usura e turbativa d'asta aggravata dalla modalità mafiosa.

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