Quattro omicidi tra il 1995 e il 2009, arrestati esponenti del clan Santapaola Ercolano

Le indagini hanno permesso di ricostruire la genesi e il movente di quattro omicidi commessi a Catania nell'arco temporale compreso tra il 1995 ed il 2009. L'operazione nasce dall'attività di riscontro delle dichiarazioni di Santo La Causa

Altro colpo messo a segno contro la mafia etnea. L'operazione che ha coinvolto anche i carabinieri di Milano e Lecce, ha portato all'arresto di sette esponenti del clan "Santapaola- Ercolano". L'ordinanza di custodia cautelare in carcere - emessa dall’ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, su richiesta della locale Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia - è il risultato di fitte indagini che hanno permesso di ricostruire la genesi e il movente di quattro omicidi commessi a Catania nell’arco temporale compreso tra il 1995 ed il 2009.

L’operazione nasce dall’attività di riscontro delle dichiarazioni di Santo La Causa , reggente dell’associazione mafiosa dal 2006 al 2009, il quale ha fornito un contributo determinante per la risoluzione dei quattro casi, finora rimasti insoluti.

Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia hanno permesso di far luce sull’omicidio di Vito Bonanno, avvenuto il 19 ottobre 1995, per il quale viene chiamato a rispondere, come mandante, Zuccaro Maurizio. Il Bonanno, appartenente al clan del “Malpassotu”, fu ucciso davanti all’ “Etna Bar” di San Giovanni Galermo da Santo La Causa e da altri componenti del “gruppo” dello Zuccaro, il quale intese punire il Bonanno perché appartenente al “gruppo” di Pulvirenti Giuseppe, divenuto collaboratore di giustizia e, quindi, ritenuto traditore della “Famiglia”.

Sono stati raccolti elementi di colpevolezza a carico di Lorenzo Saitta e Nizza Fabrizio come esecutori materiali dell’omicidio di Pietro Giuffrida, avvenuto il 22 agosto 1999. Il Giuffrida, ritenuto appartenente al “gruppo” di Zuccaro Maurizio, operante nella zona di Piazza San Cosimo, fu ucciso in una sala giochi di Via Santissima Trinità per contrasti all’interno della famiglia mafiosa connessi a prestiti ad usura ed al traffico di droga a Piazza San Cosimo.

Puglisi Carmelo e Magrì Orazio sono stati colpiti dal provvedimento di carcerazione, il primo come mandante ed il secondo come uno degli esecutori materiali per l'omicidio di Franco Palermo, avvenuto il 27 settembre 2009. Il Palermo, esponente di spicco dei “Cursoti” di Garozzo Giuseppe, che fu ucciso davanti alla sala “Bingo” di Via Caronda per vendetta, era ritenuto, infatti, l’autore dell’omicidio di Vinciguerra Giuseppe, cugino di Magrì Orazio, ucciso il 7 aprile 2009.

Strano Mario e Crisafulli Francesco vengono chiamati a rispondere il primo come mandante ed il secondo come uno degli esecutori materiali per l’omicidio di Salvatore Pappalardo, avvenuto a Catania il 30 ottobre 1999.

Per l’omicidio di Pappalardo, storico componente della “Famiglia”, avvenuto lungo la Via Palermo, sono stati già condannati in via definitiva alla pena dell’ergastolo Strano Alessandro e Giustino Carmelo.

Lo Strano Alessandro, responsabile del “gruppo” di Monte Po, all’epoca consorteria egemone in seno a “Cosa Nostra” etnea, volle assicurarsi con tale delitto la leadership ed il controllo dei proventi illeciti derivanti dalle estorsioni, soprattutto nella zona industriale di Misterbianco. Il delitto fu il culmine di una lotta intestina alla “Famiglia” dei “Santapaola”, incentrata sul controllo del gruppo più importante dell’organizzazione (Monte Po) per numero di componenti e disponibilità finanziarie. Gli indagati dovranno rispondere altresì del tentato omicidio di Francesco Tropea, soggetto che guidava il veicolo in cui si trovava il Pappalardo al momento dell’agguato.

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