Mafia, operazione “Lock out”: fermati 4 catanesi per i reati di omicidio

Si completa il quadro delle responsabilità per la strage di Catenanuova. Provvedimento di fermo emesso della Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, nei confronti di alcuni catanesi indagati per omicidio

Questa mattina, alle prime luci dell’alba, i carabinieri del comando provinciale di Enna, unitamente ai colleghi di Catania, hanno eseguito un provvedimento di fermo emesso della Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, nei confronti di alcuni catanesi indagati per omicidio. Si tratta di Giovanna Maria Salvo e Santo Strano, indagati per l’omicidio avvenuto il 23 maggio  2012 di Prospero Leonardi e il contestuale tentato omicidio ai danni di Angelo Drago e  per aver diretto ed organizzato un’associazione mafiosa costituita ed operante a Catenanuova collegata al clan Cappello, in tempi diversi, tra il 2010 ed il 2012.

Gli altri fermi riguardano Matteo Salvo, sempre catanese e Nunzio Di Marco, nato Regalbuto e residente a Catenanuova (EN). Indagati –unitamente a Santo Strano- per la cosiddetta strage di Catenanuova del 15 luglio 2008 ossia per l ’omicidio di Prestifilippo Cirimbolo Salvatore,  il tentato omicidio di Prestifilippo Cirimbolo Maurizio e il ferimento di cinque persone –di cui una in modo grave- avvenuto il 15 luglio 2008 nonchè per aver fatto parte dell’ associazione mafiosa costituita ed operante a Catenanuova collegata al clan Cappello.

Il provvedimento costituisce un ulteriore sviluppo delle indagini -dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta ed affidate al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Enna- che avevano portato all’ operazione "Fiume vecchio" il 23 maggio del 2011, all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Giampiero Salvo e Filippo Passalacqua per la strage di Catenanuova (in relazione al quale è in corso il processo a Caltanissetta), all’operazione Go Kart del febbraio 2014, tutte aventi ad oggetto l’attività delle associazioni criminali che si sono contese il territorio di Catenanuova e dei centri limitrofi tra il 2007 ed il 2014

Con la presente operazione, si completa il quadro delle responsabilità per la strage di Catenanuova. Si è accertato che la spedizione che portò all’uccisione di Prestifilippo Salvatore –con metodi idonei a suscitare clamore ed assoggettamento nel paese, come a voler dare un “esempio”, ossia mediante l’ utilizzo di un fucile automatico Kalashnikov nei pressi di un bar affollato nel centro del paese.- era  diretta a punire non solo l’ucciso ma anche il fratello di questo ed alcuni personaggi di un paese limitrofo, ai quali i Prestifilippo si erano rivolti per avere aiuto contro i catanesi e che il sabato precedente l’omicidio avevano addirittura minacciato gli esponenti del clan Cappello, ai  quali, fino a pochi mesi prima,Salvatore ed i suoi sodali dovevano rendere conto.

L’uccisione di Prospero Leonardi ed il ferimento di Angelo Drago sono emersi come la reazione al tentativo di questi di riconquistare per conto di Cosa Nostra di Enna il paese di Catenanuova , controllato in quel periodo da  Santo Strani e Giovanna Salvo.

U'altra persona, colpita dal medesimo provvedimento restrittivo, non è stata ancora rintracciato e viene attivamente ricercata.
 

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