Faida per nuova leadership di mafia, nove fermi per tentato omicidio

Le indagini hanno consentito di dimostrare che Salvatore Navanteri, una volta tornato libero dopo un lungo periodo di detenzione, si è impossessato dei territori di Vizzini e Francofonte reclutando tra le sue fila anche appartenenti al gruppo di Michele D'Avola

E' cominciata alle prime luci dell’alba l'operazione antimafia, detta "Ciclope", che ha impegnato cento militari nelle province di Catania, Siracusa, Agrigento e Cremona. Nove le persone fermate  - con provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia  - ritenute responsabili dei reati di associazione di tipo mafioso, tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi, questi ultimi tre aggravati dall’aver agito al fine di agevolare il sodalizio d’appartenenza.  

I NOMI DEI FERMATI

L’attività investigativa, supportata da indagini tecniche telefoniche ed ambientali, ha consentito di accertare l’esistenza di un’organizzazione mafiosa vicina a “cosa nostra catanese” operante nei territori di Vizzini e Francofonte.

OPERAZIONE "CICLOPE" - IL VIDEO

IL GRUPPO CRIMINALE - Aveva una spartizione precisa dei ruoli al suo interno: a capo Salvatore Navanteri, Vito Vaina e Antonino Alfieri quali luogotenenti e Alfio Centocinque il gestore della “cassa comune” che si avvaleva per lo svolgimento delle attività illecite della collaborazione di Cristian Nazionale e di Michele Ponte, quest’ultimo da sempre uomo di fiducia della famiglia Navanteri. Tra gli indagati emerge anche a pieno titolo la partecipazione di una donna Luisa Regazzoli, moglie di Salvatore Navanteri, la quale non solo era al corrente delle dinamiche interne ma agiva costantemente per favorirne ed attuarne le progettualità criminali.

INDAGINI - Le investigazioni, al momento dell’emissione del provvedimento restrittivo, hanno documentato una spaccatura all’interno del suddetto gruppo criminale generatasi a seguito dell’arresto del suo capo originario Michele D'Avola, raggiunto nel dicembre del 2012 da misura cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e detenzione illegale di armi, che ha determinato la mancanza di una  leadership nel sodalizio. Le indagini hanno consentito infatti di dimostrare che Salvatore Navanteri, una volta tornato libero dopo un lungo periodo di detenzione, si è impossessato dei territori di Vizzini e Francofonte reclutando tra le sue fila anche appartenenti al gruppo di Michele D'Avola. Questo comportamento ha generato una profonda crepa all’interno della compagine criminale originaria tra coloro che sono rimasti fedeli a quest'ultimo e quelli che, invece, hanno riconosciuto la nuova leadership di Navanteri. Le investigazioni hanno fatto luce in particolare sull'agguato di cui è stato vittima quest'ultimo l’8 agosto quando è stato fatto segno di un colpo di fucile calibro 12 che lo ha attinto ad un occhio mettendo in serio pericolo la funzionalità dell’organo. 

PROCURATORE SALVI: "TEMEVAMO NUOVI OMICIDI"

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PERQUISIZIONI - Sono stati ritrovati oltre 10 kg di marijuana suddivisa in panetti, bilancini di precisione, una pistola 7,65 con matricola abrasa e completa di caricatori, radio trasmittenti, denaro in contanti per una somma complessiva di 7.000 euro e documentazione varia. I fermati sono stati ristretti nelle case circondariali di Catania Bicocca, Siracusa, Agrigento e Milano.

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