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Operazione antimafia Sipario, associazioni chiedono l'accesso della Prefettura al Comune

In una nota congiunta, I Siciliani giovani, Arci Catania e l'associazione antiestorsione di Catania Libero Grassi hanno chiesto verifiche sulla regolarità del voto e su altri aspetti interni alla gestione amministrativa a seguito dell'operazione che ha coinvolto esponenti politici eletti e anche dipendenti comunali

"L'operazione della Dda della Procura di Catania e della guardia di finanza che ha portato all'arresto per mafia del vicepresidente della sesta municipalità del Comune di Catania non è che l'ultima conferma della grave infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto istituzionale della città". Lo affermano sull'inchiesta Sipario, in una nota congiunta, I Siciliani giovani, Arci Catania e l'associazione antiestorsione di Catania Libero Grassi.

"Le notizie circa i rapporti, anche corruttivi, di soggetti accusati di mafia con funzionari comunali e di altri enti pubblici - aggiungono - sono inquietanti e gettano pesanti ombre sul regolare e democratico funzionamento delle istituzioni pubbliche. Reputiamo urgente e necessario che la Prefettura di Catania avvii un accesso ispettivo antimafia presso il Comune di Catania e le Municipalità al fine di verificare la sussistenza di eventuali forme di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare, tali da determinare un'alterazione del processo di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi, e da compromettere il buon andamento o l'imparzialità dell'amministrazione comunale nonché il regolare funzionamento dei servizi".

Sulla stessa linea anche la deputata del gruppo Misto Simona Suriano che, dopo l'operazione delle fiamme gialle, ha affermato: "Il consigliere di municipalità più votato a Catania ed eletto per il centrodestra nelle liste di Forza Italia è stato arrestato con accuse gravissime che tracciano una commistione inquietante tra mafia e politica. Inoltre, un altro consigliere, stavolta comunale, di centro destra risulta indagato. Si tratta di fatti gravissimi e l’inchiesta Sipario ha svelato un verminaio di corruzione anche dentro il Comune visto il coinvolgimento di diversi vigili urbani e finanche dei vertici apicali dello Iacp".

"È ragionevole pensare che il voto del 2018 - ha proseguito Suriano - possa essere stato stato inquinato dalle commistioni mafiose ed è palese che serva fare piena luce con l’invio di una commissione di inchiesta prefettizia sull’attività del sesto municipio e del Comune di Catania per appurare l’attività amministrativa svolta. Stupisce il silenzio assordante del sindaco che non ha speso una parola, su questo tema,  se non sui vigili urbani coinvolti.  Nulla da dire invece sulla situazione politica che vede coinvolti i suoi portatori di voti.  Adesso è il tempo della chiarezza: non possiamo sopportare che la mala pianta della mafia determini il voto e i destini dei catanesi”.

Intanto il prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi, ha disposto la sospensione di diritto alla carica di consigliere il vice presidente della Sesta Circoscrizione del Comune di Catania Mauro Massari arrestato dalla guardia di finanza nell'ambito dell'inchiesta. Mauro Massari, che è vicebrigadiere della guardia di finanza in servizio ad Augusta, è stato arrestato e condotto in carcere due giorni fa da suoi colleghi, è accusato di avere "stretto un patto elettorale" con Orazio Buda, esponente di spicco del clan Cappello-Carateddi che lo avrebbe sostenuto nelle elezioni amministrative del 2018 a Catania. Un risultato che lo impose come recordman della sesta municipalità.

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