Vittorio Emanuele: agli arresti domiciliari il dirigente medico Maria Costanzo

Avrebbe accettato regali vari per attestare falsamente l'aggravamento di patologie di Alessandro Bonaccorsi, uno degli indagati, per documentare l'incompatibilità delle sue condizioni di salute con il carcere

Ci sono anche un medico e cinque donne tra le numerose persone arrestate a Catania in un'operazione antimafia condotta dalla Squadra Mobile, che ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip su richiesta della Dda. Molti dei destinatari del provvedimento sono ritenuti organici al clan mafioso catanese Cappello "Carateddi", e quasi tutti elementi di un'organizzazione che trafficava droga.

Il medico arrestato è accusato di corruzione in atti giudiziari. Le persone arrestate nell'operazione sono in tutto 19, delle 14 erano libere e 5 già in carcere per altra causa. Nel provvedimento si contesta l'associazione mafiosa a 5 indagati e agli altri l'associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti.

Due rispondono anche di falsità ideologica. Corruzione in atti giudiziari l'accusa per Maria Costanzo, dirigente medico in servizio presso l'azienda ospedaliera Vittorio Emanuele di Catania, posta agli arresti domiciliari. Avrebbe accettato regali vari per attestare falsamente l'aggravamento di patologie di Alessandro Bonaccorsi, uno degli indagati, per documentare l'incompatibilità delle sue condizioni di salute con il carcere e favorire cosiì il suo trasferimento agli arresti domiciliari.

L'indagine si e' sviluppata dopo l'arresto, il 16 marzo del 2010, di cinque persone che avevano tentato di disfarsi di alcune pistole assieme a un affiliato al clan Cappello, proprietario di un appartamento dove si erano nascosti alcuni degli altri arrestati. Il gruppo, ha poi rilevato un pentito, si era rinuito per pianificare un'azione di fuoco contro affiliati al clan Santapola che ne insidiava il predominio sulle piazze di spaccio del quartiere San Cristoforo. I due clan raggiunsero poi un accordo di pace.

Tra i destinatari dell'ordinanza, anche Alessandro Bonaccorsi, omonimo dei capi del clan ma non parente e tuttavia ritenuto legatissimo alla famiglia dei 'carateddi'. Era presente il 23 gennaio del '97 e rimase ferito nel salone da barba dove un killer assassino' Massimiliano Bonaccorsi, fratello di Ignazio e Concetto.

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