Mafia, processo Lombardo: due testi si rifiutano di rispondere

L'ex geologo Giovanni Barbagallo e l'imprenditore Mariano Incarbone, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I due erano stati entrambi arrestati nell'ambito dell'inchiesta "Iblis"

E' durata solo pochi minuti l'udienza dinanzi al gup Marina Rizza nel processo per imputazione coatta all'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e ammesso al rito abbreviato condizionato.

I due testi citati per stamattina, l'ex geologo Giovanni Barbagallo e l'imprenditore Mariano Incarbone, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I due erano stati entrambi arrestati nell'ambito dell'inchiesta "Iblis", da cui ha tratto origine il processo a Lombardo.

Il Gup ha rinviato l'udienza al prossimo 11 dicembre. In quella data verranno sentiti l'imprenditore Vincenzo Basilotta e il pentito Giuseppe Mirabile. L'ex governatore stamattina era presente in aula.

"Sono serenissimo, tranquillissimo, specie da quando non sono più presidente, perchè potrò dedicarmi con maggiore attenzione e con maggiore serenità, non c'e' dubbio", ha detto Lombardo, lasciando Palazzo di giustizia.

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Sul silenzio dei due testimoni, che erano stati citati dalla difesa dell'ex governatore, l'avvocato Alessandro Benedetti ha affermato: "Barbagallo e Incarbone erano due testimoni importantissimi. Avevamo chiesto il loro l'esame perchè il giudice potesse avere contezza diretta di quanto noi sosteniamo. Non è stato possibile, avrà contezza attraverso la documentazione in atti".

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