Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Mafia: Racket contro Vecchio, otto anni in appello al boss Puglisi

Gli avvocati difensori di Puglisi, gli avv. Pace e Di Mauro, hanno chiesto l'assoluzione del loro assistito per non aver commesso il fatto, dato che uno solo su tre degli addetti al cantiere di Vecchio ha riconosciuto in fotografia Puglisi

Otto anni di reclusione a Carmelo Puglisi, personaggio di spicco della mafia catanese, attualmente al 41 bis, condannato già in primo grado ad undici anni con l'accusa di tentata estorsione ad uno dei cantieri dell'impresa di Andrea Vecchio, presidente dell'Ance etnea.
È questa la sentenza emessa dai  giudici della terza sezione della Corte d'Appello di Catania.

Disse "no" Vecchio alle richieste del racket del "pizzo", senza paura. Il racket del "pizzo" reagì, nell'estate del 2007, appiccando il fuoco ai suoi escavatori, per "convincerlo" a pagare: ma lui ha continuato nella sua battaglia.
Si sono costituiti parte civile lo stesso imprenditore Vecchio con la sua impresa "Cosedil", la Federazione antiracket italiana, la Camera di commercio e il Comune di Catania.

Oggi hanno parlato gli avvocati difensori di Puglisi, gli avv. Pace e Di Mauro che hanno chiesto l'assoluzione del loro assistito per non aver commesso il fatto. Alla base della tesi difensiva, il dato che uno solo -su tre- degli addetti al cantiere di Vecchio ha riconosciuto in fotografia Puglisi, mentre, in sede di ricognizione personale, nessuno lo ha riconosciuto. Fra novanta giorni si conosceranno le motivazioni della sentenza.

La Pubblica Accusa, con il Pg Platania, aveva chiesto la conferma della condanna per Puglisi. Con l'abbreviato, è stato già condannato ad otto anni e otto mesi di reclusione un altro imputato, Luciano Musumeci. Sentenza definitiva.

 

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