Carrozze, calessi e appartamenti sfarzosi: sequestro di beni per Amato e Scuderi

Sette carrozze e calessi pregiati sono stati sequestrati a Catania dalla polizia assieme a nove appartamenti, moto, auto e a una società di autonoloeggio per un valore stimato di circa un milione di euro. Sono riconducibili alla "famiglia" Santapaola-Ercolano

Sette carrozze e calessi pregiati sono stati sequestrati a Catania dalla polizia assieme a nove appartamenti, moto, auto e a una società di autonoloeggio per un valore stimato di circa un milione di euro. La polizia ha dato così esecuzione a due distinti decreti di sequestro emessi - su proposta della Questura di Catania e della Procura distrettuale - dal Tribunale di Catania a carico di due noti pluripregiudicati, attualmente detenuti, in quanto condannati con sentenza definitiva per associazione mafiosa. Si tratta, in particolare, di Salvatore Amato ( del 1955) e Francesco Scuderi ( del 1987). Il primo, detto “Turi Amato”, storico personaggio appartenente all’organizzazione mafiosa “Santapaola-Ercolano”, nella quale ha sempre rivestito ruoli apicali, anche in forza della parentela con la famiglia del boss Benedetto Santapaola, avendone sposato la cugina Grazia Santapaola. Dedito prevalentemente al traffico di stupefacenti e alle estorsioni, è stato a lungo il responsabile del gruppo  “ottantapalmi”, operante nel quartiere San Cristoforo di questo capoluogo. Il secondo, detto “U niculittu”, è genero di Amato Salvatore, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno di P.S. e con diverse condanne definitive anche per traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini e i beni sequestrati

Le indagini patrimoniali sono state focalizzate nel periodo compreso tra il 1980 e il 2019. I decreti di sequestro sono stati emessi a seguito di dettagliate proposte a firma congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Catania e di vari elementi investigativi raccolti dal personale della polizia anticrimine e della squadra mobile della Questura di Catania. Sono stati così confiscati 9 beni immobili, tra cui 5 appartamenti tutti presenti allo stesso civico di via Belfiore, 2 abitazioni in via Vetrano, ancora un appartamento in via Belfiore e un’area urbana in via Ferrera dove, un tempo, sorgeva una stalla, 2 motoveicoli e 5 autovetture di piccola/media cilindrata, una società di autonoleggio, la Nicu Car srl, e diversi rapporti finanziari, per un valore stimato di circa 1 milione di euro. Beni tutti riconducibili ai citati appartenenti al sodalizio criminale mafioso, ai quali vengono sottratti poiché si ha motivo di ritenere rappresentino il frutto di attività illecite commesse nel tempo dagli stessi, e ne costituiscono il reimpiego.

Il video del sequestro di beni

Un aspetto singolare risaltato nel corso delle operazioni, l’arredamento costoso e appariscente degli appartamenti posti a sequestro e l’inconsueta presenza 7, tra carrozze e calessi di pregio, che sono stati rinvenuti all’interno di alcuni locali oggetto del sequestro. Le indagini patrimoniali, estese ai familiari e ai conviventi relative ad un arco temporale che va dal 1980 al 2019, hanno evidenziato la disponibilità diretta e indiretta di beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, tanto da far ragionevolmente ritenere che siano frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.

"I risultati ottenuti confermano il continuo coinvolgimento della Polizia di Stato di questa provincia, in perfetta sinergia con la Procura della Repubblica, nella lotta alla criminalità organizzata e nel contrasto delle attività imprenditoriali, attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati e si mimetizzano nell'economia legale - si legge nella nota della questura - In questo ambito, la strategia della Procura e della Questura continua a fondarsi sulla sistematica aggressione dei sodalizi sul versante patrimoniale, attraverso attività investigative finalizzate al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle attività delittuose. Tale sistemica aggressione ad oggi ha condotto ai seguenti complessivi risultati ottenuti nell’ultimo anno, consistenti in  2 confische patrimoniali per un valore di euro 16.500.000 circa, nr. 4 sequestri patrimoniali per un valore di euro 2.000.000 circa, 4 proposte di misure di prevenzione patrimoniali con richieste di sequestro di beni per un valore di circa 4 milioni di euro, nr.1 richiesta accertamenti patrimoniali finalizzati all’applicazione della misura di prevenzione di cui all’art.34 codice antimafia".

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