Mafia, scommesse e droga: sequestrati il bar 'Il pirata' e la Stanley Bet di Picanello

Secondo gli uomini della Direzione investigativa antimafia le due attività commerciali erano riconducibili ai fratelli Morabito, esponenti dell'omonimo gruppo, espressione del clan Santapaola-Ercolano nel quartiere di Picanello

Un "mosaico pre-determinato, in cui grazie all'attività coordinata della squadra 'Stato', attraverso un'attività pura si polizia giudiziaria si è riuscita ad infliggere un duro colpo alle organizzazioni mafiose". E' così che il capo centro della Direzione investigativa antimafia di Catania, Renato Panvino, definisce l'operazione che ha portato questa mattina al sequestro di alcuni beni riconducibili alla famiglia mafiosa dei Morabito. Tre fratelli pluripregiudicati, Angelo, Antonino e Rocco, attualmente in carcere, definiti dagli inquirenti come l'espressione del clan Santapaola-Ercolano nel quartiere di Picanello. Un gruppo che - come spiega il gruppo interforze - come suo core business ha il traffico internazionale di stupefacenti e che, insieme ad altre costole del clan, è riuscito a bypassare la ndrangheta nei rapporti con la Grecia e l'Albania per quanto riguarda l'approvvigionamento. 

Il commento del direttore della Dia - Guarda il video

"Neanche un mese fa lo Stato ha colpito la famiglia dei Nizza, i capi indiscussi del quartiere di Librino - spiega Panvino - Oggi invece infliggiamo un altro colpo alle cosche nel delicato rione di Picanello". "Parlando dei Morabito - continua il dirigente - qualcuno li ha definiti come i signori della droga ma, posso assicurarvi, che questi soggetti non hanno nulla di signorile, sono solo trafficanti". Un gruppo ben inserito sul territorio che ha a disposizione "armi, attività economiche e una disponibilità di denaro molto elevata" e che dialoga come un "primus inter pares con le altre organizzazioni criminali, anche estere". 

L'operazione della DIA

I beni sequestrati

Fra i beni sequestrati dalla Dia spicca il motopesca "Fortunata", già sequestrato nel maggio del 2013 nel corso di un’operazione di polizia giudiziaria svolta nel Canale d’Otranto, e finalizzata a contrastare il traffico di sostanze stupefacenti tra i paesi dei Balcani e le organizzazioni mafiose pugliesi e siciliane. Durante la perquisizione dell’imbarcazione le forze dell'ordine hanno rinvenuto al circa 731 chili di marijuana, imballata in buste di plastica. Per questo motivo l’equipaggio e il comandante venivano tratti in arresto per traffico di sostanze stupefacenti. "A provare il pieno coinvolgimento della famiglia Morabito nel fiorente mercato del traffico di stupefacenti - scrive la Dia in una nota - vi è il fatto che uno dei fratelli oggi colpiti dal provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, Angelo, è stato tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Catania nel mese di novembre 2016, insieme a cinque persone. In quell'episodio, attraverso un servizio mirato, la polizia di Stato aveva trovato all’esito di un servizio un  carico di circa 1.000 kg di  marijuana, suddivisa in n.33 involucri, proveniente dall’Albania, all'interno di un camion in un residence di Mascali.

Le indagini patrimoniali eseguite dalla D.I.A. di Catania hanno permesso di ricostruire l’evoluzione del patrimonio, anche illecito, dei Morabito per oltre dieci anni ed hanno consentito di accertare una notevole sproporzione tra le fonti dichiarate e i beni direttamente o indirettamente posseduti. Beni che "evidentemente sono stati acquistati con somme derivanti dalle attività illecite poste in essere dal gruppo", chiariscono gli inquirenti.

Le case, le società e i conti bancari

Tra questi compaiono nove fabbricati, di cui uno adibito a stalla con annesso terreno. Sette nel quartiere Picanello di Catania e due nel comune di Mascali. Oltre questi sono state sequestrate due imprese individuali: una esercente l’attività di “commercio al dettaglio di generi di monopolio” - la tabaccheria del bar 'Il pirata' - e l’altra esercente l’attività di “servizi di elaborazioni Elettroniche di dati”- la sala giochi Stanley Bet -  una società esercente l’attività di “esercizio della pesca in acque marittime e in acque dolci, la commercializzazione del pescato”. Fa parte del compendio aziendale di quest’ultima società il motopeschereccio “Fortunata”, ormeggiato nel porto di Ognina di Catania. Infine sono stati sequestrati anche 9 beni mobili registrati e numerosi rapporti bancari e/o postali.

I fratelli Morabito e i rapporti con i Santapaola

I fratelli Morabito hanno numerose condanne in primo e secondo grado per associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, violazioni alla normativa in materia di armi, rapine e ricettazione, e in passato erano stati già destinatari di sorveglianza speciale. Numerose operazioni di polizia hanno ampiamente dimostrato lo scambio di uomini e di mezzi tra il gruppo Morabito e la famiglia Santapaola-Ercolano. Il gruppo dei Morabitoaveva il monopolio della piazza di spaccio di sostanza di stupefacenti a Picanello. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Operazione antimafia, 12 “piazze di spaccio” di San Giovanni Galermo nel mirino dei carabinieri

  • Coronavirus, morto un giovane di 29 anni: era il figlio di un cancelliere del Tribunale

  • Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza

  • Coronavirus, bimba di 5 anni ricoverata in rianimazione a Catania

  • Disposizioni anticovid, i carabinieri controllano gli spostamenti tra comuni

  • I soldi della droga per le famiglie dei detenuti: parlano i "libri mastri" di Schillaci

Torna su
CataniaToday è in caricamento