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Mafia, summit tra clan per il pizzo: azienda sequestrata a esponente di Cosa Nostra

Si tratta di Giovanni Pappalardo, di 47 anni, condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso e per estorsioni a danno di imprenditori del catanese nonché, con sentenza definitiva, per gravissimi reati quali rapina e omicidio

I finanzieri del comando provinciale etneo hanno sequestrato una ditta individuale, operante nel settore della coltivazione agricola e della ristorazione, e il relativo terreno, per un valore complessivo di circa 60 mila euro. Gli accertamenti svolti dalle fiamme gialle hanno portato infatti a Giovanni Pappalardo, di 47 anni, e ai suoi famigliari residenti a Palagonia. Il nucleo famigliare aveva già subito, lo scorso anno, un provvedimento di sequestro relativo a terreni, una villa e conti correnti per circa 270 mila euro.

Le immagini dei beni sequestrati - Video

Pappalardo, condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso e per estorsioni a danno di imprenditori del catanese nonché, con sentenza definitiva, per gravissimi reati quali rapina e omicidio, ha attirato l'attenzione dei finanzieri per la 
sproporzione tra il profilo reddituale della sua famiglia, che in alcune annualità ha dichiarato redditi pari a zero, e il complesso patrimoniale. L'uomo, condannato a 13 anni di reclusione e affiliato a Cosa Nostra e in particolare alla famiglia di Caltagirone, 
ha partecipato ad almeno quattro summit tra esponenti di punta delle famiglie catanesi e calatine di “Cosa nostra” (clan Santapaola, Ercolano e Floridia per il clan Nardo di Lentini), nell’ambito dei quali, tra l’altro, è stata discussa la nomina del “rappresentante provinciale” dell’associazione criminale e la ripartizione dei proventi delle estorsioni (7 episodi di estorsione nei confronti di imprenditori catanesi, operanti nel settore delle costruzioni, del movimento terra e delle onoranze funebri).

Le indagini, estese ai restanti componenti della famiglia, hanno posto in luce che la presenza di ulteriori particelle di terreno - acquisite nel tempo da Pappalardo - e di una ditta individuale, formalmente intestata alla moglie attiva nel settore della coltivazione agricola e della ristorazione. Anche questo patrimonio è stato realizzato da Pappalardo a fronte di una significativa sproporzione rispetto al reddito dichiarato: infatti, per ciascuno degli anni nel periodo dal 2002 al 2018, il nucleo familiare del proposto ha presentato dichiarazioni di redditi minimali e, in un anno, anche pari a zero. Al termine delle attività di indagine il tribunale di Catania - sezione misure di prevenzione ha così disposto il sequestro, finalizzato alla confisca, della ditta individuale e dei terreni agricoli.

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