Sequestrati beni e conti correnti riconducibili a esponente Cosa nostra etnea

La polizia di Stato ha sequestrato e confiscato un terreno di circa un ettaro, a Mascalucia, due auto, una Smart e una Cooper Countryman, una moto Bmw Gs 1200, e due imprese individuali, la Chiosco Cristiano e la Chiamami pizza

La divisione anticrimine della Questura di Catania ha dato esecuzione ad una misura di prevenzione patrimoniale di sequestro disposta dal locale Tribunale - Sezione Misure di Prevenzione - nei confronti di Carmelo Scuderi, nato a Catania il 02.03.1961, residente in Mascalucia, sottoposto al regime degli arresti domiciliari e già sorvegliato speciale. In particolare, i beni oggetto di sequestro sono costituiti da un terreno di circa un ettaro, a Mascalucia-c/da Tre Altarelli-, da un’autovettura Smart, da un’autovettura Cooper Countryman, da un motociclo Bmw GS 1200 e da due imprese individuali denominate rispettivamente “Chiosco Cristiano” e “Chiamami pizza”, beni tutti riconducibili a Scuderi.

Inoltre, detto decreto ha disposto il sequestro di numerosi rapporti bancari e postali intestati e/o riconducibili sempre a Scuderi. Tale provvedimento di sequestro trae origine dalla proposta avanzata dal Questore di Catania a seguito dell’arresto di Scuderi avvenuto il 25 febbraio 2014, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip. del Tribunale di Catania, nell’ambito dell’operazione di Polizia denominata “Money Lender”, in quanto gravemente indiziato dei reati di usura e tentata estorsione in concorso, con l’aggravante di aver agito avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà previste dall’art. 416 bis c.p.th-2

Nell'ordinanza, Scuderi veniva ritenuto gravemente responsabile dei reati di usura in concorso, in un contesto che vedeva coinvolti, a vario titolo, altri 30 soggetti, in ordine ai reati di associazione per delinquere, usura, estorsione, con l’aggravante del metodo e delle modalità mafiose. Detta ordinanza di custodia cautelare scaturiva dall’attività d’indagine svolta dalla locale Squadra Mobile, a decorrere dalla fine del 2007, tesa a fare luce in ordine al coinvolgimento in seno a cosa nostra catanese di taluni componenti della famiglia Bosco, titolari a Catania di numerose attività commerciali.

La Polizia di Catania, attraverso complesse e meticolose attività info-investigative ha provveduto ad analizzare, negli anni che vanno dal 2008 al 2014, la crescita delle capacità patrimoniali di Scuderi Carmelo e dei suoi familiari conviventi, provvedendo a tracciare altresì la provenienza del citato patrimonio e, quindi, a dimostrare l’incongruenza ovvero la sproporzionalità tra quanto formalmente dichiarato e quanto effettivamente realizzato. Al termine si è delineato un complesso di beni costituito da aziende, beni immobili e mobili registrati, conseguiti evidentemente attraverso i facili guadagni frutto delle molteplici attività illecite svolte dall’interessato.

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Inoltre, lo scorso 9 settembre 2015, Scuderi è stato nuovamente tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Catania, in esecuzione di ulteriore ordinanza dal G.I.P. del locale Tribunale in quanto gravemente indiziato, in concorso con altri, di usura ed estorsione con l’aggravante di avere commesso tali fatti avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis del c.p. In particolare, dalla lettura della suddetta ordinanza, veniva delineata la condotta delittuosa di Scuderi (inteso “Melu di Mascalucia”) il quale, in un ristretto arco temporale individuato da gennaio del 2012 ad ottobre del 2014, concedeva ad un imprenditore in stato di bisogno più prestiti di denaro con l’applicazione di un tasso di interesse usurario superiore al 10% mensile. Il valore presunto complessivo dei beni sottoposti a sequestro, ai sensi del D. Lgs. 159/2011 e succ.mod., ammonta a circa euro 1.000.000,00.

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