Cronaca

Mafie e prodotti petroliferi, coinvolta una compagine catanese

La compagine catanese faceva capo a persone già implicate in precedenti attività investigative, quali imprenditori di riferimento delle famiglie mafiose di Catania dei clan Mazzei e Pillera

Un contrabbando di milioni di litri di carburante con una conseguente maxi evasione di accise ed iva è stato scoperto nella maxi inchiesta 'Petrol-mafie spa' coordinata dalle procure di Napoli, Roma, Catanzaro e Reggio Calabria, che ha portato a 71 misure cautelari a carico di persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, riciclaggio e frode fiscale di prodotti petroliferi e sequestri di immobili, società e denaro contante per un valore di circa 1 miliardo di euro.

Coinvolta una compagine catanese, facente capo a soggetti già implicati in precedenti attività investigative, quali imprenditori di riferimento delle famiglie mafiose di Catania dei clan Mazzei e Pillera. In concreto, negli anni 2018 e 2019, mediante il citato sistema illecito, sono stati movimentati, rispettivamente, oltre 2.400.000 litri e oltre 1.900.000 litri di prodotto petrolifero, con un'evasione di accisa per euro 1.862.669,29 e un'evasione di Iva per euro 618.589,68 per omessa dichiarazione, oltre alla emissione di fatture per operazioni inesistenti per euro 249.826,97.

In tale frangente, inoltre, sarebbe emerso il solido collegamento tra i vibonesi e i gestori di un deposito fiscale, sito in Locri, dove i sodali campani e siciliani avevano interesse ad avviare stabili commerci, al fine di sviluppare ulteriori e parimenti remunerative forme di frode.

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