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Cronaca

La "malamovida" finisce in tribunale: le associazioni dei residenti denunciano il Comune

Lo scorso 1 luglio i residenti, appartenenti ai comitati cittadini, hanno citato in giudizio il Comune di Catania. Le questioni sono note: dalla mancanza di tutela dall’inquinamento acustico alle politiche di occupazione senza regole e senza controlli di suolo pubblico. I comitati, inoltre, ritengono l'Amministrazione responsabile di non aver mai effettivamente applicato il regolamento per la tutela dall’Inquinamento acustico adottato nel 2013

La movida a Catania, o meglio la "malamovida", finisce in Tribunale. Lo scorso 1 luglio i residenti, appartenenti ai comitati cittadini Comitato Centro Storico Bellini, Associazione Centro Storico e Comitato Gemmellaro/Sciuti,  patrocinati dall'avvocato Alberto Vella, hanno citato in giudizio il Comune di Catania. I residenti del quartiere avevano sperato in un allentamento della morsa della "malamovida", una bolgia ogni sera fuori controllo che poco onore fa ad una città sempre più afflitta da svariate problematiche e che finisce spesso nelle riprese indignate dei catanesi e dei turisti, ma esasperati hanno deciso di agire per le vie legali, depositando presso il Tribunale civile di Catania una citazione ai danni dell'amministrazione comunale di Catania.

Le questioni sono ben note: dalla mancanza di tutela dall’inquinamento acustico alle politiche a favore di un’occupazione senza regole e senza controlli di suolo pubblico. I comitati, inoltre, ritengono il Comune responsabile di non aver mai effettivamente applicato il regolamento per la tutela dall’inquinamento acustico adottato nel 2013.

"La responsabilità di tali violazioni - dichiara l'avvocato Vella -  è riconducibile alla condotta colpevole dell'Amministraizione comunale, che, pur essendo il soggetto deputato al rispetto della sicurezza, della salute e della quiete pubblica, ha omesso ogni efficace forma di controllo sul quartiere, pur a fronte dei molteplici e costanti solleciti da parte dei residenti e dei Comitati cittadini in relazione all’intollerabilità della situazione. Chiediamo quindi che il Comune venga condannato al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito dai residenti, nonché che gli venga ordinato di adottare una serie di misure per rendere il quartiere del centro storico più sicuro e vivibile" .

Raineri (Comitato Gemmellaro/Sciuti): "Vie legali unica soluzione"

"Non ce la facciamo più - ci racconta Irene Raineri, del comitato Gemmellaro/Sciuti - Ci sono zone in cui i residenti del centro storico combattono da 20 anni per i loro diritti negati. Tra varie interlocuzioni con i vari sindaci e assessori non si è mai arrivati ad una soluzione concreta che salvaguardi e tuteli i diritti dei residenti. A questo punto abbiamo realizzato che l'unica strada percorribile è quella della magistratura, per ripristinare almeno le basiliari condizioni di normalità. In tema di inquinamento acustico il regolamento del Comune stabilisce il limite dei 65 decibel ma in molte zone del centro storico questo limite è abbondantemente superato, trasformando le strade in discoteche a cielo aperto e costringendo i residenti a nottate da incubo. Le prime relazioni Arpa, effettuate nel lontano 2012, evidenziavano già il clima acustico intollerabile a cui erano sottoposti i residenti del centro storico; da allora la situazione non è mai migliorata: "Più volte - aggiunge Raineri - abbiamo fatto presente di applicare il regolamento per la tutela dall'inquinamento acustico che non è mai stato applicato se non in una breve parentesi, verso febbraio-marzo di quest'anno. Dopo però è tornato tutto come prima, con segnalazioni che finiscono puntualmente nel vuoto. Abbiamo parlato in Commissione Urbanistica, abbiamo inviato esposti al Questore e al Prefetto, ma non si è mai intervenuto in nessun modo". 

Non solo inquinamento acustivo ma anche problemi di ordine e sicurezza pubblica,"Non esistono vie di fuga ad esempio in via Gemmellaro, quando offri in pasto il suolo pubblico in maniera selvaggia. Ambulanze e vigili del fuoco non possono passare in caso di emergenza Senza dimenticare gli accessi ai passi carrabili negati dall'anarchia di certi locali, che impediscono di rientrare o uscire dalle nostre abitazioni. Una situazione fuori controllo sotto ogni punto di vista - conclude Raineri - che adesso affidiamo alla magistratura affichè finalmente vengano riconosciuti i nostri diritti".

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