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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

"Malamovida", candidati sindaco a confronto con i residenti del centro storico

I residenti del centro storico di Catania incontreranno i candidati a sindaco delle due principali aggregazioni partitiche, Enrico Trantino e Maurizio Caserta, venerdì 5 Maggio alle ore 16,30 presso il palazzo Scammacca

I residenti del centro storico di Catania incontrano i candidati a sindaco delle due principali aggregazioni partitiche, Enrico Trantino e Maurizio Caserta, venerdì 5 Maggio alle ore 16,30 presso il palazzo Scammacca. A promuovere l’evento il Coordinamento dei Comitati dei Residenti del Centro Storico, costituito da Associazione Centro Storico, Comitato Gemmellaro/Sciuti, Comitato Bellini, Comitato Castello Ursino, Comitato Piazza dell’Indirizzo e Comitato Spontaneo via Gisira, impegnato nell’attività di Tutela e Vivibilità di questa area della città, nel contrasto alla cosiddetta "Malamovida" e nel proficuo dibattito con l’amministrazione comunale, con i rappresentanti degli interessi economici e sociali che operano nel centro storico, con la stampa e i mass media.

Il Coordinamento ritiene di dovere intervenire nel dibattito preelettorale in corso, non tanto per manifestare sostegno o endorsement per uno o l’altro dei candidati a sindaco ma per promuovere i valori, la visione e le proposte conseguenti che stanno alla base della sua attività, un contratto da sottoscrivere idealmente con i prossimi amministratori cittadini.

"Abbiamo sintetizzato - si legge nella nota -  in pochi punti le nostre proposte, chiare, realistiche, realizzabili a costo zero,  che nascono da una approfondita analisi e riflessione, maturata sul campo, un patrimonio di idee che riteniamo non debba andare disperso e possa contribuire alla risoluzione di alcuni dei problemi della città e alla sua rinascita. Il primo posto del nostro contratto prevede l’adozione di provvedimenti di programmazione commerciale-urbanistica, dettati da motivi imperativi di carattere generale, per un corretto ed armonico sviluppo del settore commerciale ed in particolare per il settore della somministrazione di alimenti e bevande concentrato nel centro storico cittadino. In una città a forte vocazione terziaria, la semplicistica ricezione della direttiva di liberalizzazione Bolkestein si è tradotta nella presentazione di numerosissime dichiarazioni di inizio attività (Scia) in zona tutelata e non tutelata di esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande. Ha determinato una concentrazione insostenibile di locali in centro storico e squilibri e danni ambientali non indifferenti, richiamati recentemente anche dalla Confcommercio catanese, che hanno modificato in peggio il volto e la vivibilità della città, la sicurezza e la mobilità urbana. La normativa europea di sburocratizzazione mostra piuttosto l’inapplicabilità della semplificazione amministrativa qualora l’insediamento degli esercizi commerciali confligga con la sostenibilità ambientale, sociale e di viabilità e la necessità di mantenere i regimi autorizzativi. Noi non demonizziamo l’economia della notte, ma l’eccessiva concentrazione di locali nelle strade della movida: via Gemmellaro, via Pulvirenti, piazza Scammacca, piazza Teatro Massimo, via San Giuliano, piazza Castello Ursino, piazza dell’Indirizzo, via Gisira, via Penninello, piuttosto che rappresentare una risorsa per l’economia cittadina, ha prodotto esternalità negative e costi economici e sociali per l’intera collettività catanese. Da qui la necessità inderogabile di programmare le aperture dei nuovi locali di somministrazione in centro storico e di rendere effettiva la tutela delle aree di interesse storico ambientale.

"Va messo in campo - continuano le associazioni - un Piano organico di insediamento di 'Distretti della Movida di Qualità' in altre aree della città per le quali vanno proposte misure di sostegno e agevolazioni fiscali agli esercizi di qualità delle strutture ,della gestione e della professionalità, per evitare di esportare le esternalità negative ed assicurare sostenibilità sociale ed ambientale. Aree urbane da valorizzare e incentivare quali quelle a bassa densità abitativa della zona turistico ricettiva costiera sud o quelle delle aree industriali dismesse e delle zone agricole e di turismo rurale dell’hinterland catanese. Al secondo posto la necessità di un aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano che tenga conto della recente crescita delle zone a traffico limitato (ztl) e delle aree pedonali (ap). La necessità di riorganizzare organicamente la viabilità della città ed il Piano parcheggi non è più eludibile.Va sottolineato che deve trattarsi di 'vere' pedonalizzazioni volte a favorire la fruizione di strade e piazze da parte dei cittadini di tutte le fasce d’età e dei diversamente abili. Nel 2018 sono state istituite dalle passate amministrazioni le aree di interesse storico ambientale 'esclusivamente per consentire il superamento dei vincoli imposti dal nuovo codice della strada' per la concessione del suolo pubblico, quindi non i provvedimenti dovuti, e tanto attesi, di tutela e protezione dell’area tardo barocca riconosciuta dall’Unesco 'Patrimonio dell’Umanità' e che si è trasformata in un 'Patrimonio della Disumanità', perchè sfruttata intensivamente per la concessione del suolo pubblico per gli usi commerciali".

"Al terzo posto - aggiungono ancora - il contrasto al consumo di alcool e all’inquinamento acustico ,le due uniche componenti dell’offerta di servizi per lo svago serale. Il contrasto aI consumo di alcol, ed in particolare il consumo di alcool dei minori e il suo basso prezzo, generano gravi danni alla salute, mentre il Regolamento comunale per la tutela dell’inquinamento acustico a dieci anni dalla sua approvazione rimane nella sostanza mai eseguito soprattutto in relazione all’art.15 di detto Regolamento che si occupa delle prescrizioni relative all’esecuzione di musica amplificata contemplate nel D.P.C.M.215/99. Nell’articolo si affrontano le questioni delle emissioni sonore tramite apparecchiature di amplificazione per le quali si impongono una espressa autorizzazione e prescrizioni vincolanti. E’ documentata l’assenza di autorizzazione all’emissione musicale per tutti i locali in possesso di apparecchiature in grado di produrre sorgenti sonore significative e che eseguono musica amplificata all’interno e all’esterno. I danni alla salute da rumore sono scientificamente provati ,si producono innanzitutto sui lavoratori del locale, sui fruitori attivi dei servizi, sugli abitanti delle abitazioni circostanti. Vi è dunque la necessità, fintanto che non si è provveduto al risanamento del clima acustico previsto dal Regolamento, di uno stop generalizzato alle esecuzioni musicali in centro storico.

"Al quarto punto è presente la necessità per la nuova amministrazione di potenziare gli interventi e i controlli da parte del corpo di polizia municipale al quale è demandata la funzione essenziale dell’esecuzione di Delibere e Regolamenti comunali e della verifica delle autodichiarazioni dei privati, imposta dal processo virtuoso di sburocratizzazione della prassi amministrativa. Una carente attività di controllo equivale ad una rinuncia di fatto al carattere di ente pubblico dell’amministrazione, gravida di danni per la collettività. Alla polizia municipale sono inoltre demandate, con il concorso delle altre forze dell’ordine, le funzioni di pattugliamento ai fini di garantire la sicurezza urbana e quelle di pronto intervento. Ora l’attività operativa della polizia municipale soprattutto in relazione al Pronto intervento in centro storico è assai carente sia a causa del limitato numero di pattuglie in servizio notturno che in relazione alle modalità dell’intervento per l’assenza di 'Disposizioni operative' per l’accertamento delle principali violazioni degli esercizi di somministrazione. L’accertamento rigoroso e integrale delle norme violate sarà determinante per ristabilire le condizioni di sicurezza e vivibilità in città e nel centro storico. A tale scopo riteniamo necessaria l’istituzione di un numero di pronto intervento specifico per la movida, funzionante in orario notturno che possa coordinare le attività di gestione e controllo, presidiato da personale ad hoc o una delega più ampia nell’ambito della Giunta per l’economia della notte. Per chiudere il nostro contratto chiediamo ai prossimi amministratori, nel quadro della transizione ecologica e dei tanto auspicati processi di innovazione tecnologica e ambientale volti a favorire l’economia e lo sviluppo nel rispetto dell’ambiente e della sua sostenibilità, di dotare l’area del centro storico, e il controllo degli esercizi di somministrazione, di tecnologie intelligenti per un 'Modello smart di governance della Movida'".

"Le tecnologie digitali disponibili - concludono -  permettono di svolgere efficacemente da remoto molti dei controlli necessari a rendere sostenibile la movida, minimizzando impiego e costi di personale. Auspichiamo la valorizzazione delle proposte dal basso per rigenerare il territorio e riassemblare il sociale. Dunque un Urbanesimo inclusivo e digitale. Non deve essere utopistico sperare in una maggiore partecipazione della cittadinanza alle decisioni per il governo della città e in una collaborazione tra maggioranza e opposizione".

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