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Cronaca

Maltempo, Acli Sicilia alla Regione Siciliana: “Urge confronto e lavoro in sinergia”

Per Agata Aiello, presidente Acli Sicilia, "non c’è più tempo da perdere di fronte alle tragedie e alle catastrofi avvenute nelle ultime settimane a seguito delle forti ondate di maltempo"

Potenziare e sviluppare una serie di interventi programmatici volti alla messa in sicurezza della Sicilia, con particolare attenzione a tutti quei territori che risultano essere maggiormente a rischio idrogeologico. È questo quello che chiedono le Acli Sicilia, associazione e movimento educativo che ha sempre fatto della tutela dei cittadini e del rispetto dell’ambiente e della società uno dei propri capisaldi. Per Agata Aiello, presidente Acli Sicilia, "non c’è più tempo da perdere di fronte alle tragedie e alle catastrofi avvenute nelle ultime settimane a seguito delle forti ondate di maltempo: le istituzioni, le associazioni ambientaliste e gli stakeholder della società civile hanno il dovere di agire concretamente per scongiurare ancora disastri, come quelli che hanno investito tutta la nostra Isola nell’ultimo mese, scoperchiando un vaso di Pandora ben noto a tutti".

"È evidente - continua - che a causa di repentini cambiamenti climatici il mondo sta cambiando: lo dimostrano episodi di allagamenti, esondazioni, devastazioni, crolli e danni ad abitazioni, ad istituti scolastici, a strade e, soprattutto, a persone. A tutto ciò, si va a sommare anche una mancanza da parte delle Istituzioni, che probabilmente avrebbero dovuto agire concretamente, e per tempo, per ridurre il rischio idrogeologico. Inadeguatezza e scarsa manutenzione delle infrastrutture e degli edifici, comuni impreparati, fanno di eventi definiti “eccezionali” la regola che si ripete ogniqualvolta ci sia maltempo. Se da una parte la Regione Siciliana vanta i numerosi interventi messi in campo sul fronte del contrasto alle frane e alle alluvioni, dall’altra parte, stando ad alcuni rilievi della Corte dei Conti, nel 2019 non sono stati avviati progetti ed interventi che si sarebbero potuti realizzare in tutte le province siciliane, con le risorse economiche disponibili". "I cittadini possono e devono svolgere un ruolo chiave, a partire dai più piccoli gesti quotidiani. Diminuire il proprio impatto sull’ambiente è infatti una questione di buone abitudini e di cultura: sono molte le scelte - conclude la Aiello - che tutti noi possiamo compiere ogni giorno per contrastare i cambiamenti climatici. Educare al rispetto non basta, però. Bisogna prevenire e farlo agendo concretamente: incentivare le energie rinnovabili, investire in tecnologie verdi, sviluppare una mobilità verde e smart city, sono solo alcuni dei campi su cui serve puntare maggiormente, anche dal punto di vista dell’occupazione lavorativa". Le Acli Sicilia chiedono dunque un confronto proficuo e una riflessione seria su queste tematiche anche al fine di incentivare un’azione unica sull’intero territorio, che possa essere sinonimo di buona politica e di sviluppo per la promozione di un processo di rigenerazione e pianificazione urbanistica.

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